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lunedì 27 aprile 2020

Allarghiamo il cerchio: come danzare fra le strade della Fase 2

Mentre l’emergenza Covid-19 ha scoperchiato un vaso di pandora fatto di precarietà, disuguaglianza e vuoto politico, molte/i street dancer come noi hanno continuato a ballare in tha house, condividendo mosse, musica e knowledge sull’unico spazio d’incontro possibile: il web. Spostavamo il divano per ballare, e ci risaltavamo sopra per visualizzare, condividere, commentare e - perché no! - svolgere qualche lezione on-line per arrangiarci in qualche modo di fronte a questa inaspettata fase storica. Bene, direi. Ma non benissimo. 
Ce lo dice la nostra memoria muscolare. Durante il sonno ci agitiamo, convinti di rivivere quelle spericolate notti di festa, quando si ballava pressati l’un con l’altro e una voce gridava «Allargate il cerchio!». Un anatema per molti breaker, a proprio agio negli spazi angusti, ma anche il segnale per lanciare il giubbino a terra, disinnescare i pudori, sudare e danzare fino allo sfinimento. Destati dal sonnambulismo, ora che le misure restrittive sembrano allentarsi, "allarghiamo il cerchio" potrebbe essere lo slogan per immaginare nuove forme di ballo, festa e sfida, all’interno di una scena che deve necessariamente riaprire le porte allo spazio pubblico, ma anche abbattere le sue muraglie immaginarie verso il pubblico. Che effetti ha avuto la quarantena sulla nostra voglia di fare cerchio? Cosa ci spaventa? Ballare in sala o per strada?
La strada.
Ve la ricordate, sì?

In strada scoprimmo un nuovo modo di ballare, incontrarsi e crescere. Qualcuno c’è arrivato dopo, altri non sono più riusciti a farne a meno. Parchi, gallerie, sottovia e lastricati in marmo, in centro come in periferia, ora più che mai c’è bisogno di tornare a trasformare quei luoghi in meraviglioso campo di gioco artistico e politico. In questo siamo brave e bravi: ce l’ha insegnato la prima generazione hip-hop del Bronx, ma anche le migliaia di drag-performer, street & house dancer sparse nei luoghi di conflitto in tutto il mondo. In Iran (dove è vietato alle donne ballare in pubblico) o a Gaza (sotto alle bombe israeliane), dove fare cerchio è un atto di insubordinazione alle logiche sessiste e guerrafondaie che imporrebbero a certe persone un isolamento senza fine. Altro che “yo yo”! In quei luoghi, scegliere di ballare per strada ha innescato un movimento di rinascita collettiva, oltre che di espressione individuale.

Ballando Tehran, documentario che racconta il fenomeno delle "danze virali" scatenate in Iran dopo l'arresto di una ragazza accusata di aver «ballato su Instagram». #dancingisnotacrime
Ora, in condizioni diverse ma comuni, anche per noi è giunto il momento di allargare gli orizzonti e ripensare al senso profondo delle nostre danze. Perché se i social sono stati fin’ora il mezzo, quale sarà il fine? Se non troveremo uno scopo urgente e alternativo al puro sfoggio di stile, le nostre performance potrebbero trasformarsi in un languido canto del cigno. Ben altra cosa rispetto alla dura realtà, che ti grida «Smetti di cazzeggiare e trovati un lavoro!», ma che in questa sede, vi invito a mettere per un momento fra parentesi.
A 36 anni suonati, come b-boy, intravedo nel dramma di questa crisi l’opportunità per riscoprire insieme un nuovo senso sociale, culturale e politico del “danzare in strada”. “Sociale”, perché ci allena a rimanere uniti attraverso le diversità (risolverla nel cerchio, piuttosto che sulla tastiera, è sempre stato meglio!); “culturale”, perché è un linguaggio che si alimenta dal basso ed è orizzontale («Each one, teach one!»); “politico”, perché ci insegna a reagire a tempi e spazi imposti dall'alto (quelli del ghetto prima, quelli dell'emergenza ora). Basta una cassa stereo e un paio di sneaker: tutta la danza, non solo quella urbana, nasce così: come arte povera e di comunità. Non a caso, da due decenni si parla dei bei tempi andati della cultura di strada che mai e poi mai ritorneranno. «Bene!», rispondo ora ai nostalgici, «se non ora, quando?».
«Fare o non fare: non c'è provare!»
Mc Yoda from Star Wars crew ;-)
Sì, ma come? Le feste che erano il cuore della nostra comunità, saranno off limits per mesi, se non anni. Si potrà ballare da soli, ma non in gruppo. Il pavimento, caro ai breaker, forse rimarrà veicolo di contagio e il semplice sfiorarsi potrebbe essere considerato fuorilegge! «Fare o non fare», insegna il maestro Yoda, «non c’è provare!». Ci aspetta un futuro di regolamenti fluidi perciò occorrerà muoversi con buon senso e intelligenza sul crinale delle norme, interpretandole “creativamente” (chi vi scrive riconosce la necessità di adottare misure preventive secondo le disposizioni) per tutelare la salute di tutte e tutti, ma anche per scongiurare autoritarismi e abusi di potere. Il cerchio allargato (un circolo di persone ben distanziate che si alternano al suo interno) potrebbe essere la migliore strategia per tenersi in forma, riattivare spazi comuni e riallacciare legami. Per capire se funzionerà, bisognerà iniziare a farlo. E farlo insieme non da soli. In strada, non a casa. Perché è lì, fra gli snodi dello spazio aperto, che nascono e si nutrono le comunità. Non ballare per i social, socializza per ballare!

Riscoprire e praticare le radici sociali della danza di strada all'interno delle normative, sarà la sfida dei prossimi mesi, ma non saremo i soli. Nel mondo, esperimenti di solidarietà e cittadinanza attiva che, pur nelle norme, provano a disinnescare i meccanismi discriminanti e incoerenti delle misure emergenziali. Una serie di provvedimenti che, ricordiamolo, deve “servirci” non “asservirci”.

Srotolare il linoleum: non è la soluzione al tutto, ma un'alternativa al niente.
E come ogni “serie” che ci cattura, è normale chiedersi come andrà a finire. Purtroppo gli episodi sono ancora lunghi, e il finale, come spesso accade, lo si scrive anche in base al gradimento del pubblico. Certo, se rimarremo sul divano, la «Netflix della cultura» farà un balzo in avanti verso l’aumento delle disuguaglianze, se invece riusciremo a far danzare le strade, forse sarà l’occasione per spazzarle definitivamente via. E chissà, da una nuova scena potrebbero spalancarsi nuovi scenari.


venerdì 18 maggio 2012

Nexus selezionato a "6Up Ritrovamenti Urbani"







Break To The Future - Breakkare al futuro. Con questo titolo il prossimo 29-30 Giugno, rappresenterò a Perugia il mio nuovo lavoro di breaking + videomapping. Dopo L'Ombra, ecco un'altra messa in scena ucronica e underground per guardare la realtà con gli occhi di un b-boy.


Insieme ad altri 5 progetti, sono stato vincitore di "6Up - Ritrovamenti Urbani", il bando dedicato a giovani urban artist che è parte integrante di COMMA, "manifestazione artistica dedicata alle arti urbane, ideata e prodotta in seno a CAP2020 - City Art Project, progetto permanente volto a produrre interventi artistici ed eventi transdisciplinari nello spazio urbano".


L'idea di quest'anno è quella di ambientare opere con un salto temporale in avanti, ipotizzando il contesto futuribile del 2020. To break - nel doppio significato di "rompere" e "ballare" - sarà il predicato trainante della mia performance che si avvarrà della tecnica di projection mapping (proiezione su superfici architettoniche con effetto trompe l'oeil) per gettare sguardi distopici sul 2020.


Tornare al futuro è un paradosso essenziale alla nostra conoscenza ed esperienza. E' quello spazio anteriore che riempiamo con il desiderio, e ce ne serviamo per interpretare retroattivamente la realtà. Effetto che precede la causa, significante senza significato, bluff.
Ci breakkiamo al futuro Marty!




venerdì 11 maggio 2012

Be-Girl: un libro sulla scena anni 90

Da tempo sento l'esigenza di raccontare qualcosa della scena Hip Hop undergound italiana. Non si tratta di fare storia, bensì di rievocare con occhio creativo, un certo mood che ha caratterizzato la scena nazionale e che rischia di perdersi con la progressiva divisione delle discipline. Ho iniziato a ballare a quattordici anni, nel 1998, quando vidi i miei amici cimentarsi in compromettenti mosse di "breakdance", sul marmo della galleria del corso di Terni. Da quel momento sono stato risucchiato in un buco nero da cui ho rinunciato a trovare l'uscita.
Ho scelto di utilizzare l'antica arte dello storytelling, perchè credo sia la più efficace per risvegliare i ricordi assopiti, rievocare emozioni e scatenare nuove vibrazioni lungo il cammino della scena. Per farlo, ho scelto di raccontare attraverso gli occhi degli outsider, coloro che hanno fatto parte della scena in quegli anni senza per forza diventare figure leggendarie. In particolare, vorrei concentrarmi sulla figura della b-girl (da cui il titolo provvisorio Be-Girl): minoranza assoluta in una comunità prettamente maschile (e spesso maschilista).

giovedì 3 maggio 2012

The Hip Hop Event: Looking the Italian Hip Hop Scene

*** Click here per la versione in italiano ***

The story ends, the event continues. After a chase lasting 10 years, the world breathes a sigh of relief: Bin Laden is dead. Justice is done. "Fuck you" - said Monty, a NYC drug dealer in the Spike Lee's movie The 25th Hour,  the day after his entrance into prison - he said: "For me Bin Laden could come here and do it again if he has the courage. Fuck Bin Laden". Fuck him and all those like him who threaten our freedom: foreigners, immigrants, gangsters, priests, politicians, and even fuck Jesus Christ: on the cross one day, a weekend in hell, and then hallelujah angels up eternity". Yes: eternity.



Yes, because the difference between history and event seems to be just that: the story has a beginning and an end, but the event (the one with the "E" capitalized) continues, beyond his cause. September 11 - would say the sage - "no longer exists, but insists, into the reality of things." Complaining, send fuck everything and everyone has a way to esprire his resentment, to deny the fact, to focus its rejection into something concrete. But the event is incorporeal. The sage says: "It 's like a vapor on the prairie". You can send fuck the story, things, people, but you can not self-fuck from the Event, from the wound that has opened in our reality and will continue to insist, even when his execuutioner is dead.

What is our event? What else but "the birth of Hip Hop". The encounter with Hip Hop coincides with what we are, we think, we thought, and what'll do, we will, we will choose. We remember that more or less blurry - I was fourteen down to the gallery of the street - and yet the image of that meeting continues to exist, persist in us as a liquid photosensitive member on which impress the frames of our lives. An event that has made us "sensitive" to a certain lifestyle.

giovedì 29 marzo 2012

Bboy Nexus - Breakdance Workshop Video



Ecco il primo video dei miei workshop di Breaking. Non la solita svendita di passi (shop), ma un vero e proprio lavoro sull'approccio (work). Big Up a Pumba per l'editing e la messa-on-line!
***
Se fossi in cucina direi: lavoriamo sulla cottura. Se fossi a scuola: lavoriamo sulla sintassi. "Foundation" non è solo una manciata di passi (o ingredienti o parole), ma uno stile fatto di atteggiamento, forma, metodologia. Conoscere i principi del cork-n-screw (avvita e svita), le tecniche per affrontare il cypher (cerchio) e sfruttare l'energia potenziale per creare le nostre entrate è found-amentale.
***
E poi la musica. Allenare l'orecchio non solo i muscoli. In cuicina direi: saper scegliere gli ingredienti. A scuola: selezionare in base ai fonémi. Attraverso i nostri passi possiamo far scoprire a chi ci guarda, suoni e melodie, che apparentemente sono nascoste nella canzone (un giro di basso, un'armonia, un controtempo).
***
Per approfondire: Il Freestyle nel Breaking v.2.0

domenica 25 marzo 2012

Il Freestyle nel Breaking - Guida all'improvvisazione v. 2.0


Dopo 2 giorni di stage e 1 anno dalla v.1.0, pubblico la Nuova Guida al Freestyle nel Breaking. Cos'è il freestyle? L'improvvisazione ha una struttura? Che ruolo ha la musica? Dilemmi a cui sto tentando di rispondere da un paio d'anni grazie al vostro aiuto. Così, in questo weekend pre-ora-legale ho testato nuove metodologie didattiche per dare strumenti e usarli in maniera divergente.

***
Ballare, in freestyle o seguendo un kata, equivale alla costruzione di una sfera perfetta che ad un certo momento (shu-ha-ri!) si rompe e genera linee di fuga, tangenti, guizzi creativi. "Come un guerriero che combatte a mani nude" - diceva un saggio.

***
A voi la versione 2.0 intitolata Il Freestyle nel Breaking, scaricabile anche in pdf, o leggibile qua sotto.
Leggete, applicate e commentate. L'uscita dal labirinto è ancora lontana...




Il Freestyle nel Breaking


 

lunedì 12 marzo 2012

Termini Underground Battle - Reportage



Rohan è gasato, Lorenzone è caldo, Nippon è croccante: a Termini c'è aria di battle. Il primo.
Qui sotto al binario 26 - "mentre tutto scorre" - un manipolo di bboy e bgirl si affollano intorno ad una porticina come all'ingresso di un formicaio. Ad accoglierli, oltre alla giuria, c'è Angela Cocozza, Sarah, Valentina e uno strano sound fatto di dub-step, funk e conga, opera di Dj Acrhon. Bastano 5 casse pompate a mille e il frastuono dei treni in superficie diventa semplice ronzio. Termini trema, gli street dancer si sciolgono.

I numeri: 122 ingressi, 33 coppie iscritte per 39 sfide totali compreso l'All Style Battle, uno speciale contest su musica "random". Ci sono Urban Force, De Klan, Heores, Seaside Attack e una sorpresa: Kora da Grosseto.

domenica 4 marzo 2012

The Gangster Xplosion


"Va di moda essere vaghi sulle cose della vita | Fa figo essere costipati nell'impossibilità del "fare" | Così mi han detto svariati sucker, cercando di giustificarsi: idioti."
Cantabal, Sucker per Sempre

L'8 Dicembre 1971 la gang del Bronx si riunirono nella palestra del Boys Club sulla Hoe Avenue per trovare una tregua alla sanguinosa guerra che aveva portato alla morte di Black Benji, uno dei leader dei Ghetto Brothers. Nell'aria c'era un mix di rabbia, voglia di vendetta, odio verso la polizia e diffidenza verso i media. Al termine dell'incontro firmarono un trattato di pace in 4 punti che rimarrà nella storia col nome di:"Peace Between All Gangs and a Powerfull Unity" (Sia pace e potente unità fra tutte le gang). Si chiudeva un capitolo, se ne apriva un altro: l'Hip Hop.

lunedì 27 febbraio 2012

L'Ombra 1.0 - feedback e domande













Si chiude il primo allestimento de L'Ombra, la situazione multimediale di Teatro Breakdance e Videoarte messa in scena per la prima volta al Teatro LoSpazio di Roma.
Grazie a tutti voi per la calorosa presenza a questo ombroso weekend.
Per noi è stato molto importante.

***

Chiuso l'allestimento si aprono i vostri feedback e domande. Come?

1) Commentando questo post;
2) Su Twitter @nexusmoves (hashtag: #Ombra);
3) Su identi.ca @Giuseppe Nexus (hashtag: #Ombra);
4) A voce, per strada o telefono per chi ci conosce personalmente.

***

Storia, flussi, breakdance, anni70,
hiphop, bronx, videoart, mezcal, strugglesinitaly,
#15O, bruckner, funk,writing, ideologia
...Santa Muerte ;)

PS: occhio agli spoil! Si può parlare di certe situazioni anche senza rivelarne i colpi di scena ;-)

martedì 10 gennaio 2012

L'Ombra - Comunicato Stampa


Spettacolo multimediale
Teatro | Breakdance | Videoarte


Prima Nazionale:
Sabato 25 Febbraio 2012
(in replica: Domenica 26, ore 17.00)

presso  
Teatro LoSpazio 
Via Locri 42, Roma (San Giovanni)
www.teatrolospazio.it

ore 21.00

Ingresso:
Intero 12 €, Ridotto 10 €
(+ 3 € tessera ass.)


domenica 4 dicembre 2011

Rock Steady Crew Tour Italy - Reportage





















Storia n.1: un ragazzo si sveglia, prova a scendere dal letto e si accorge che non ha più le gambe. Oppure - Storia n.2: Pinocchio chiede a Geppetto gambe da bambino, "Solo gambe?" - risponde - "Si, giusto per i footwork". Storia n.3:"Un idiota guida nella notte per 300km dopo un doppio-battle di breakdance, la mattina dopo si sveglia lamentandosi sul suo blog dei dolori alle gambe". Frutta - in gergo si dice - Essere arrivati alla frutta! 

 Roma, 3 Dicembre 2011 - Salpiamo alla volta di Ancona, la città delle ancòre e dei còni, alla conquista del Rock Steady Tour, evento pompato in giro per l'europa dal leggendario Mr. Wiggles e Tony Y-Not. Siamo io, Loco, Pumba e un certo Valerio + una seconda auto di u.b.s (uncrewfied b-boy subjects) capitanata da Jeky. Si tratta di un 1vs1 di Top Rock (passi in piedi e drops/go down) e di un "3x3" (che di regola significa 9!) ma di fatto è un 1vs1 di breakdance dove ogni b-boy esegue un'entrata di top rock, una di footwork e una di...chaampaagne! (ovvero quel che vuole, senza limits). Il tutto ci viene comunicato durante il viaggio e la storia mi ricorda il non lontano Mistic Challenge organizzato da Shea99 a Roma, molto simile a questo "3x3" dei RSC. Je ne sais qua!

giovedì 13 ottobre 2011

Block Party con i Draghi - #occupiamobancaditalia

Block Party con i Draghi
#occupiamobancaditalia

Giovedì 13 Ottobre
Palazzo delle Esposizioni
Via Nazionale, Roma
- dalle 16.30 in poi

INVITO a tutti gli street dancer ed esponenti della scena Hip Hop a partecipare con la propria arte alla manifestazione #occupiamobancaditalia


*Qual'è la situazione?*
Da ieri pomeriggio un gruppo di cittadini sta manifestando nei pressi della sede di Banca D'Italia a favore del bene comune e contro i privatismi finanziari che hanno generato il debito e la crisi.
Ieri notte la polizia ha sgomberato gli occupanti che si sono accampati all'ingresso del Palazzo delle Esposizioni (chiuso fino al 16 ott.). I Draghi Ribelli - questo è il nome scelto - continuerranno ad occupare/manifestare/organizzare eventi per affrontare con maggior consapevolezza la grande manifestazione di sabato.

domenica 25 settembre 2011

Termini Underground strikes back!

Riapre Termini Underground, lo spazio sotterraneo della Stazione Termini di Roma per l'Hip Hop 100% underground: letteralmente. Qui il mio corso settimanale di breakdance (lunedì,mercoldì h.16-17) + il seminario BWA una volta al mese. Sala grande, prezzi piccoli piccoli. Vi aspetto lunedì 3 Ottobre h 16.00 per la lezione di prova.

Sempre qui, l'unico spazio d'allenamento gratuito per b-boy e b-girl tutti i martedì e giovedì dalle 16.00 alle 19.00.
Get ready: the Underground strikes back!

domenica 18 settembre 2011

Battle Of The Year Italy 2011

Battle Of The Year Italia 2011
Battle di B-boying
Crew vs crew (coreografico+sfida)
1 vs 1
Roma, Teatro Golden

Winner: De Klan (vs LTC)
Winner 1vs1: Matthew (vs Cima)
Best Show: Licence To Chill





Polpastrelli infuocati e gambe di piombo. Fatico a divincolare la schiena dalla camicia fradicia. Doccia. Due baci: quello di Lei e quello della camomilla bollente che mette fine alla nottata. Stamattina se fossi un animale sarei una lavra. Striscio davanti al pc e inizio a scrivere...

Non c'è due senza tre: il Boty è dei De Klan. Sponsorizzato per la prima volta da Braun (si, quello del "silkepil"), il Battle Of The Year Italia migliora il risultato dell'anno scorso e si avvicina all'olimpo degli eventi. Si perchè il Boty è la storia del b-boying mondiale e in Italia, dopo i primi anni bomba, ha rischiato di sparire per sempre, anche a causa della chiusura di molte crew all'aspetto "coreografico" della break.

Anyway! Qualcuno ci crede ancora e sta passando parola. Certo, il livello degli sfidanti, tolti i 3 big (De Klan, Licence To Chill ed Heroes) sfiora la parodia o l'assurdo, ma non possiamo che sperare in un miglioramento ed incoraggiare tutti a studiare,studiare,studiare e frequentare la Scena underground e non cadere nella trappola YouTube. Licence To Chill (Max, Cima, Buzz, Takeo, Eddy) si beccano il best show con una coreografia povera ma che ci insegna a "chillare" a tutto stile. All'1vs1 trionfa Matthew (KnèF) in finale per la seconda volta con il campione uscente Cima, che passa lo scettro per rappresentare l'Italia alla finale di Montpellier.

Real Vibes, promotrice dell'evento, sembra azzeccarci sempre di più e riempie anche quest'anno il teatro. Speriamo che dalla prossima stagione abbia le skills per alzare il numero degli spettatori e abbassare i prezzi. Pane al pane, b-boying ai b-boy.

Sono stanco e deluso perchè ieri ho perso, ma vorrei tornare all'after party. Tuffarmi nei cerchi con i nuovi e vecchi amici, scroccare qualche drink e soprattutto - si, chi c'era lo sà - soprattutto vorrei stringere la mano al dj della chiusura e dirgli:"Complimenti, la differenza fra te Apple Genius sta che lui sfuma le tracce, tu nemmeno quello". Amen.

domenica 28 agosto 2011

Appunti sulle Occupazioni Autunnali


Scendevo lungo la strada di Arco di Travertino e notavo un'insolito accumulo di foglie secche lungo il bordo di uno svincolo. "Sembra autunno" - pensai - "ma no, è solo il caldo che brucia le foglie".
***

Mentre Steve Jobs si formattava dalla Apple, io facevo lo stesso col mio "iPod-vetrorotto" raggirato da un applicazione dedicata al Festival di Venezia che imponeva l'aggiornamento al 4.2. Così mi ritrovo senza musica e con un App dalle dubbie funzionalità. "Dopodomani parto, non ci vedremo per un pò" - il mio 24 pollici non risponde. Il suo led arancione a forma di sorriso sembra sfottermi. Lo spengo.

lunedì 25 luglio 2011

Hip Hop Connection 11: risultati e reportage

Vincitori 2vs2Kiriill & Cheer-ito (Russia)
Vincitori crew vs crew: Body Carnival (Giappone)

mercoledì 6 luglio 2011

Be Water, Be Fire!

Puff - Sono tornato! Il vento del cambiamento ha soffiato anche in casa Nexus e dopo 10 giorni off line gentilmente offerti da "Bast-web", posso finalmente cantare questi ultimi giorni di water & fire.
Prima l'acqua, quella del mio primo assolo ispirato dal grande Bruce Lee. "Be water my friend" è una delle frasi celebri in cui Bruce verbalizza il suo approccio filosofico alla disciplina della vita. Essere acqua significa non-essere e per questo essere-tutto, perchè sciolti i legami dell'Io, siamo pura molteplicità, puro slittamento molecolare, azione pura ed efficace sulla realtà. Insomma:"Sta mano pò esse piuma, o pò esse piombo" come direbbe Mario Brega. Ancora una volta: cinema, bboying e filosofia s'intrecciano e ne esce...

 

A questo punto vi chiederete: dov'è il fuoco? Beh nella mia prematuramente scomparsa Fiat Uno, che la scorsa domenica è salita nel paradiso delle demolizioni in un arcobaleno di fiamme e fumo. Si perchè quando la tua auto prende spontaneamente fuoco di fronte ad un benzinaio e i vigili del fuoco impiegano 30 minuti per sopraggiungere, l'unica cosa da fare e godersi il selvaggio spettacolo pirico, sorridendo allegramente tra il fuggi fuggi generale. Cose che capitano. Ma questa è la terza macchina in 5 anni che porti a demolire. Cose che capitano.

Fiat Uno R.I.P.
Dopo l'acqua il fuoco dopo il fuoco...mi aspetto il napalm. Keep in connection: new mighty adventures are coming...

giovedì 23 giugno 2011

Afrikan Boom! - La scena riparte dall'Africa

Ho due bombe pronte ad esplodere e non ho paura di usarle! Non ci credete? Allora beccatevi la prima:

Boom n.1 - L'Italia ha ufficialmente il suo Capitolo Zulu Nation. Dagli States sono arrivate le prime 16 tessere ufficiali che attestano l'affiliazione del chapter italiano (conosciuto fin'ora come Omega Zulu Maasai) con l'International Zulu Nation. Dopo un lavoro di ben 4 anni e numerosi bastoni fra le ruote, una nuova generazione di volenterosi amanti dell'Hip Hop capitanati da Leva57 è riuscita in quello che per molti altri è stato impossibile: creare "Unità" (e non mi sto riferendo all'omonimo quotidiano, a quello ci aveva già pensato Gramsci). Parafrasando il motto ("Peace, Unity, Love & Havin fun") ora ci manca solo il "Peace" e "Love" ma di "havin' fun" ne avremo di brutto. Rimanete aggiornati seguendo il blog e visitando www.zulunation.it. Che la Storia abbia inizio...

Ok, pare che una sola botta non sia bastata. Preparatevi al colpo di grazia:

Boom n.2 - Un italiano vince l'1vs1 di breaking a Dakar (Senegal). Sto parlando di bboy Ino, Urban Force crew nonchè uno dei miei migliori amici e compagno di sanguinose battaglie. Durante una calda notte insonne, il suo sms dal Senegal mi ha rinfrescato e fatto godere come un bimbo dopo la poppata. Spero accada lo stesso per la scena italiana che finalmente piazza uno di noi sul primo gradino del podio. Recentemente Licence To Chill (in Francia) e prima di loro sempre noi (in Olanda), avevamo sfiorato l'oro ma poi niente. "Non passa lo straniero". E forse non è un caso che la riscossa italiana possa innescarsi proprio in Nord Africa, ecosistema rivoluzionario che sta impollinando tutto il mondo. Come back Ino! Hai tanto da raccontare ma prima datte na lavata che non se sà mai!

...e ora...c'è qualcun'altro che vuol fare l'eroe?!

giovedì 26 maggio 2011

Balla con noi - Let's Dance

Balla con Noi - Let's Dance
Italia, 2011
Regia: Cinzia Bomoll
Con: bboy Nexus, Rohan, Kacyo, Blast, Cico,
Sonny, Dany e
Alice Bellagamba, Andrea Montovoli,
Masci Musy.

Guarda qui il trailer
Leggi qui la mia intervista







Venerdi, ésce! Dopo quasi 2 anni di attesa, il primo street dance movie all'Italiana atterrerà al cinema. Una jam cinematografica composta da Urban Force, De Klan, Flavor Kingz, Cico (per il b-boying) e Tree Boo, Stop Requested, Moreno Mostarda, Paolo Aloise (per lo stand up). Ma il cinema non è realtà, è magia. Il film non è certamente il The Freshest Kids italiano ma avrà la capacità di mostrarvi una scena "alternativa" niente male: io e Cico nella stessa crew (i malefici Nasty Monkees); Blast che scoatta in smoking & lambretta; Kacyo con le orecchie da scoiattolo. Ok basta ridere! Perchè i bboy sullo schermo se le daranno - come sempre - di santa ragione, lasciando spazio anche a qualche "emozione umana" che non trapela spesso nei nostri footage su YouTube. Più notizie? Andate qui per una mia intervista più completa....Siete già di fronte al cinema!? Venerdì ésce!

 

martedì 24 maggio 2011

Battle Who You Want 2

Battle who you want 2
5vs5 and 2vs2 battle
14 May 2011, Paris
winner 5vs5: EXG
winner 2vs2 bgirl: Joolie Joo & AT
See all the footage here




Italians do it better or...we think so. "Who you want 2" is passed and our bunch of spaghetti-boys&girls left a sign. A full-of-crew Paris has been the location for who really want to battle. The rules are simple: do you wanna battle someone? Ok, let's do it. The crews choose each other and after the first battle, the tournament go on as usual (...quarter, semi, final). That's it? No is not. Icing on the cake, a 2vs2 b-girl battle which seems to have burned down the place. So, what about italians? We won!...or rather she won. B-girl Joolie Joo - florence-blackmamba-moved-to-paris - get the first place with b-girl AT (Flow-Mo/Finland) at 2vs2 battle. Glory, glory Alleluja! One of the best results of the last years for "Bel Paese".



What about the rest of famiglia? Well, same story: we form a super-heroes-justice-league-squad but we can't rise the top, or almost. Licence to Chill - not a fake just-for-winning-team - rapresented Italy with five of his illest guys: Cima and Eddy (Rapid Soul Moves/Abruzzo), Renato (Florence), Takeo (Wired Monkees/Bologna), Max (Milan). B-boys in full effect. Everyone with his own style and a package of experience increased by years of presence in the scene. They won against Fusion Rockers (for me best crew in Spain) but lost in the semi-final vs EXG (congratulation to that crazy crew from Holland!). Bla,bla,bla...Ok, it's time to check the video!



I hope one day Italy would make it. Deserve it, need it. But, living in the end of the times, I can just say: hurry up fellas!


Cosa? Ho scritto in inglese? Beh, è ora di dare un pò di respiro internazionale a questo blog, non vi pare? Il succo del discorso - per chi fosse sprovvisto di lingua inglese - è che Joolie di Firenze ha vinto il 2vs2 di b-girl, mentre i Licence To Chill hanno perso in semifinale con EXG, pur ballando da dio. Basta così: tornate a provare airtrack!
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