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martedì 20 aprile 2010

Miscuglio Arcobaleno


Capita alle volte di dover mangiare. Non per piacere, ma per pura incontrollabile sopravvivenza. Qui in casa Melandri la cucina è cosa da da rispettare, e di l'istinto animale deve fare i conti con il guizzo artistico proprio della specie umana. Una scintilla creativa che non si spegne di fronte all'oblio del frigorifero vuoto, nè al cospetto della melma galleggiante da cui fanno capolino gli strumenti dello chef nel lavandino. No, lo chef Manf ha un'ideale e non ha paura di perseguirlo. Ha fatto un voto - "cucinare anche quando non c'è nulla da cucinare" - e vuole portarlo a termine costi quel che costi (preferibilmente se "costi" poco!).

Non importa se il sottoscritto ha da poco svaligiato l'Auchan di Casalbertone con 90€ di scontrino della spesa. Si mangia ciò che è rimasto, e quando si arriva al fondo del barattolo, si inizia a bucare anche quello.


Miscuglio Arcobaleno
b-boy/chef Manf

Ingredienti:
riso bianco
riso di venere
uovo
patate con buccia
gr'ano
peproncino
menta
ammazzasuocera
finocchio
carota
aglio
cannella
olio
aceto di mele



Attenzione temerari della padella: questa ricetta è commestibile ma potenzialmente pericolosa. In caso riscontriate sintomi di intolleranza alimentare è praticamente impossibile isolare la sostanza allergenica. "Fin qui tutto bene, fin qui tutto bene" - recitava il prologo de L'Odio - "Il problema non è la caduta, ma l'atterraggio".

martedì 26 gennaio 2010

Pasta, radicchio e b-boyxlopitation

Prendi delle foglie di radicchio, lavale, sminuzzale e falle cuocere a fuoco lento con burro.
Fu con un'apparizione di pochi secondi nel film Flashdance, che nel 1983 il fenomeno Breakdance esplose in tutto il mondo. Come a pionieri del calibro di Trac 2 e Spy, allo stesso modo dobbiamo dare credito a produttori come Henry Chaflant e artisti come Martha Cooper che contribuirono alla diffusione planetaria di questa disciplina. La moda era esplosa: film hollywoodiani (Breakin', Breakin 2), apparizioni televisive (I New York City Breakers in Argentina!), videoclip su Mtv, dischi (Uprock dei Rock Steady Crew), articoli sul New York Times. Si trattava di una vera e propria breaksploitation. Per tutti gli anni '80, i falchi dello show-business, con occhio esterno e forse per questo più lucido, si occuparono di dare una ripulita ai "ballerini di strada". L'asfalto si trasformò in parquet e i b-boy furono ben lieti di mangiare i frutti dell'albero proibito. Poi, come un fuoco di paglia, la moda svanì. Lo "sfruttamento" (exploitation) era terminato e al Breakin rimase solo un nome stereotipato nella cultura popolare e il complesso di Stoccolma verso i propri manager.


Prendi una manciata di noci, sgusciale,sminuzzale e uniscile a latte,uno spicchio d'aglio e una spolverata di noce moscata. Poi frulla tutto.
L'underground continuò a pulsare e gli anni a seguire viderò una grande evoluzione tecnica ed estetica. Così, scavalcato il millennio le nuove scene asiatiche ed europee avevano riportato la breakdance all'attenzione mediatica ed avviato una proficua stagione nel campo dell'insegnamento. Ma la scena underground provava ancora un amore perverso nei confronti del proprio sfruttatore, un legame nei confronti di quel mondo commericiale che l'aveva "sedotta e abbandonata" e che magari, un giorno, avrebbe potuto riprenderla fra le sue braccia.


Unisci la crema di noci al radicchio e fai amalgamare a fuoco medio per un paio di minuti.
Ad oggi, questa "dipendenza amorosa" persiste, ma c'è una novità. Alcuni b-boy stanno tentando di invertire il flusso di sfruttamento. Si stanno organizzando, dal cuore dell'underground, per proporre all'esterno qualcosa di già "economically correct". Questa è la b-boyxploitation. Come i b-boy nel cerchio sono contemporaneamente attori e spettatori, così nel business sono sia sfruttati sia sfruttatori. Autoproduzione e autosponsorizzazione. Se fino a pochi anni fa si demonizzava la figura del breaker (il commerciale) e si elogiava quella del b-boy (l'undergound) ora stiamo assistendo ad una "sintesi degli opposti". Precisiamo: fin dagli anni '80 esistono b-boy rispettati nell'underground che allo stesso tempo hanno un carriera come breaker. Una scelta, una prospettiva più o meno condivisibile che non andava ad intaccare i cosiddetti principi dell' essere b-boy. Ed è proprio su questi paradigmi che agisce la b-boyxloitation: dalla possibilità di relazionarsi con il commerciale si passa ad una vera e propria ingiunzione. Se prima si iniziava dall'underground e, per scelta, si passava al commerciale ora il percorso è inverso. Si parte dalla scuola di ballo e si finisce nel cerchio della jam. Hardcore post business. Ma, e sta qui la novità, lo stesso underground ora è in un certo modo "intaccato" dall'interno. I significanti per riconoscere e riconoscersi b-boy assomigliano sempre più a quelli del breaker e viceversa.


Prendi la pasta (mezze-maniche), cuocila al dente e buttala in pentola assieme al preparato.
Stiamo voltando pagina, anzi stiamo incollando una nuova pagina sopra quella vecchia. Siamo diventati liberi professionisti: manager con le sneakers. Schierarsi nel circuito on-line di bboyworld.com o thebboyspot.com oggi equivale a prendere parte e schierarsi in un battle; indossare gadget del "Circle Kingz" piuttosto che vestire "Biggest & Baddest" o l'italiana "Fluido" equivale a possedere una skill piuttosto che uno status; competere nel cerchio significa ancora esprimersi dando il 100% ma anche, e sempre di più, ritagliarsi un posto nella hall-of-fame, o essere premiati per il cypher-sniper (miglior b-boy nel cerchio); conoscenza (knowledge) ma anche "conoscenze" (relationship) come passepartou a nuovi eventi.


Metti la pasta in un piatto e guarnisci con una foglia di radicchio e mezza noce sgusciata. Buon appetito!
Parafrasando Chesterton, il nuovo b-boy di oggi "deve desiderare la vita come l'acqua e bera la morte come il vino".

martedì 15 dicembre 2009

USA State of Mind

Pasta al sugo aka "sono a casa". La sua carezza vellutata al basilico è provvidenziale. La cucina è di nuovo mia schiava. I fornelli i miei sudditi. La pasta la mia rinnovata concubina. Eppure manca qualcosa: ma cosa? Occorre un rewind al minuto zero della nostra storia...e invece preferisco linkare qualche pensiero sparso, analogico, come il gusto che sto provando nel mangiare questi tortiglioni fiammeggianti.

Orlando aka "seconda stella a destra". Colori pastello e umidità crescente. La notte qui ha una silouette al neon che ci affascina nonostante sette pesanti ore di viaggio. L'indomani siamo già alla mercè dell'aria condizionata, delle mastercard, di quell'imperativo ormai inconscio che ci sussurra: "spendi!". E spendiamo.

Di nuovo in viaggio. Ino ha la tragica caratteristica di addormentarsi all'istante. Ovunque, comunque. Noi abbiamo quella di approfittarcene. Ovunque, comunque. Scattano gli scherzi al dormiente inscenando finti incidenti automobilistici e infilando pezzi di carta nei suoi orifizi facciali. Occhi pulsanti, ventricoli dilatati. Ma Ino continua a riaddormentarsi.

Il Prime Outlet aka il Non-Luogo par exellance. Dopo la sfuriata dei giorni prima, arriviamo 1 ora in anticipo rispetto all'apertura dei negozi. Siamo oltre Sin City, siamo sul suo set in allestimento. Ecco il vero orrore: voler peccare e non esserne capaci. Sbrocchiamo decisamente. Aspettiamo.

Atlanta aka "deposito per non-morti". Grigio latte e vento secco. Navigando i lunghi fiumi d'asfalto fra grattacieli robotici e barber shop, notiamo la disposizione sociale a scacchiera: neri coi neri, bianchi coi bianchi. In compenso c'è Hooters e scrivere "viva la fica" sul foglio delle ordinazioni ci scioglie un pò in vista della calda Orlando.

Outbreak aka "crazy in the cypher". Sudo, bevo, ballo e non me ne frega più di niente. Dei corsi in palestra, dei libri da leggere, della mia macchina a Roma in balia della Melandri's Gang. Parafrasando Fight Club:"Sono nel centro caldo del mondo". E questo mondo si chiama cypher. L'onore più grande è una pacca sulla spalla da dj Skeme Richards che dice di vedermi ovunque ultimamente, che gli piace il mio stile, che devo continuare a spingere. Mi chiede il nome e ogni volta che entro nel main cypher "Nexus rapresenting Italy" passa sugli altoparlanti.

Miami BITCH aka "il 13 Dicembre a fare il bagno". Dopo New York, ho capito La 25^ Ora di Spike Lee. Adesso, dopo Miami, ho capio Dexter, la serie tv. Palme, cocktail, sole, belle donne: ma questo lo immaginavate già. Lo choc è vedere il dietro le quinte della realtà. La desolazione, l'abisso umido alle 2 del pomeriggio di un giovedì qualunque. Cogliere l'attimo di riposo prima del passage a l'acte, prima della movida serale. Appunto mentale: devi tornare a Miami per esperire come va a finire...

Ancora in viaggio. Cappello e sigaro. Lo spumeggiare delle auto e la Florida che si allontana in sordina. Che notte. Stretti nel nostro minivan bordeaux, deambuliamo in fine, di nuovo, fra i grigi serpenti d'Atlanta. Grigio latte e vento secco. L'indomani abbiamo il volo per l'Italia e tutto, proprio tutto, sembra aver perso di sapore. Insipido. L'ufficio dell'hotel (lo stesso) è chiuso e i mostri ci aspettano dall'altra parte della strada. Incappiamo in un vecchio della security che dopo svariati indovinelli e prese per il culo ci consegna la tanto agoniata chiave. E dormiamo. Non lo farò per le prossime 24 ore.

Evolution
aka "mannaggia a noi". Il clima è teso. Le crew nascondono bene le skills sotto al cilindro dei cerchi. Noi ci presentiamo in camicia e durag: siamo fighi ma non basta. Contro i giapponesi è come ballare contro le sabbie mobili: più ci si agita, più si affonda. Toppiamo anche le coreografie, il pubblico è dalla loro. Di mio non sbaglio e qualche colpo ben assesstato lo sferriamo tutti. Ma non basta. In questi casi, dove nessuno ti conosce, non basta mai. "We have to be exagerated!" parafrasando Ken Swift.

La Melandri's Gang aka "3 idioti alle 3 di notte". Dopo un avvincente viaggio transoceanico, segue un pomeriggio di lavoro, poi a casa con Loro. Cuciniamo la prima cena. E' la festa della conciliazione, del ritorno dalla guerra. Blinky si affetta un orecchio con un ago. Osvy cucina la seconda cena. Sono a casa eppure non ci sono. Il mio metabolismo dice che sono le 9 di sera. Il problema è che io ho la giustificazione del jetlag ma gli altri due?!


Non-sono
a non-casa.

mercoledì 15 luglio 2009

Meglio un Ovetto Kinder oggi?


"L'Ovetto Kinder, uno dei più popolari prodotti di cioccolato in vendita in tutta l'Europa centrale, è un guscio di uovo vuoto fatto di cioccolato e avvolto in una vivace carta colorata; dopo che si è scartato l'uovo e si è rotto il guscio di cioccolato per aprirlo, ci si trova dentro un piccolo giocattolo di plastica (o delle piccole parti con le quali si può mettere insieme un gioco).
Un bambino che compra quest'uovo di cioccolato spesso lo scarta nervosamente e rompe solo il cioccolato, senza curarsi di mangiarlo, preoccupato solo del gioco che c'è dentro - un simile amante del cioccolato non è forse un caso perfetto del motto di Lacan "Ti amo, ma, inspiegabilmente, amo qualcosa in te più di te stesso e ,perciò, ti distruggo"? E, in effetti, questo gioco non è forse l'objet petit a [l'oggetto-causa-di] nella sua purezza, il piccolo oggetto che occupa il centro vuoto del nostro desiderio, il tesoro segreto, l'àgalma, al centro della cosa che desideriamo? Questo vuoto materiale ("reale") al centro, naturalmente, rappresenta la distanza strutturale ("formale") a causa della quale nessun prodotto è "davvero QUELLO", nessun prodotto è all'altezza dell'aspettativa che fa sorgere.
In altre parole, il piccolo gioco di plastica non è semplicemente differente dal cioccolato (il prodotto che abbiamo comprato); benchè materialmente differente, esso occupa la distanza nel cioccolato stesso, cioè è sullo stesso piano del cioccolato.[...] Nell'inghilterra elisabettiana, al sorgere della soggettività moderna, è emersa la grande differenza tra il cibo "sostanzioso" (la carne) mangiato nella grande sala del banchetto, e i dolci dessert mangiati in una piccola stanza separata mentre le tavole venivano ripulite ("svuotate") nella sala del banchetto - così la piccola stanza dove venivano consumati i dessert è stata chiamata "vuota".
[...] In questo vuoto separato era permesso togliersi la maschera ufficiale e lasciarsi andare al rilassato scambio di pettegolezzi, impressioni, opinioni e confessioni, in tutta la gamma, dal triviale al più intimo. L'opposizione tra la "cosa reale" sostanziale e la frivola apparenza ornamentale che avvolge solo il vuoto coincide così con l'opposizione tra sostanza e soggetto - non stupisce il fatto che, nello stesso periodo, "vuoto" funzionava anche come allusione al soggetto stesso, il Vuoto dietro l'apparenza ingannevole delle maschere sociali. Questa, forse, è la prima versione culinaria del famoso motto di Hegel secondo il quale si deve concepire l'Assoluto "non solo come Sostanza, ma ancghe come Soggetto:" si deve mangiare non solo pane e carne, ma anche buoni dessert..."

lunedì 20 aprile 2009

lunedì 29 dicembre 2008

L ' I p o d B o l l e n t e

Portafoglio pieno e casco in testa: "me ne vado a comprare l'Ipod Touch!".

La frenesia formato famiglia delle feste natalizie aleggia ancora per le strade di Roma. Piazza Bologna, Tiburtina, Portonaccio, Casal Bertone. "Un attimo" - mi dico - "una sosta da Franco me la posso concedere". È mezzogiorno scarso.

Sollevo lo scooter facendo perno sul cavalletto che graffia il sanpietrino. "Da quanto tempo non mangio la pizza qui?" - alzando gli occhi - "Beh, da quando Roma mi sembrava un'immenso formicaio e il poco più giovane me stesso se la ballava con i Botega."

Ordino un pezzo di pizza.
"T'a faccio bollente?" - proclama Franco.
"Yesss!" - rispondo.
E me la gusto proprio questa pizza pomodoro e mozzarella.
Qualche secondo prima ordina la stessa pizza un'anziana signora e di risposta:
"J'a faccio bollente?" [questa volta dando del "lei" ;-) ].

E mentre la mozzarella si stressa fumante fra la crosta e i denti, immagino quante volte Franco abbia ripetuto nella sua vita "T'a faccio bollente?" e a quanti di noi farebbe bene dirlo di tanto in tanto.

Poi arrivo a destinazione.
Ipod Touch terminato.


PIZZA RUSTICA: 1,50 €
IPOD TOUCH 3G (16 Gb): 279,00 €



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lunedì 15 dicembre 2008

P a s t a a l l a M i a m i


Così. Come un singulto di tosse secca, il giorno è giunto. La forza urbana si raduna in casa mia in una convivialità religiosa. I fuochi della battaglia temperano l'orizzonte e un rito sta per compiersi.

Anche in questi momenti sono pronto a sperimentare.

Ingredienti:
pomodori freschi (molti)
pan grattato
pasta
(e ovviamente aglio & olio)

Mentre due grossi pentoloni d'acqua sbuffano sui fornelli, soffriggo aglio e olio sul wok. Sara taglia i pomodori che getto nella padella in sfrigolioleoso. Sacrifico un'altro tegame portando l'olio in caldo e versandoci il pan grattato che subito diviene ambrato. Nel frattempo butto la pasta e insaporisco il neonato sugo. Dopo circa 10 minuti la cucina si affolla e uno sciame vaporoso sale fino al soffitto. Unisco il tutto direttamenti in "pragmatici" piatti di plastica.

Il risultato è ottimo. Ma dobbiamo aggiungere del passato di pomodoro "a crudo". (quindi abbondate con i pomodori freschi per evitare un condimento troppo minimalista).

Poi vinciamo la battaglia più importante della nostra vita.
Piango piango piango di gioia.
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