venerdì 18 gennaio 2013

Gli "Amici" della Breakdance: Lettera aperta a b-girl/b-boy italian*


[AGGIORNAMENTO del 27/02/2014: Negli ultimi mesi Amici ha intrapreso una rocambolesca relazione amorosa con l'Hip Hop underground italiano, coinvolgendo personaggi noti nell'ambiente come il rapper/produttore Mastafive, ed esponenti del breaking come Anthony, Japo e per ultima la crew Knéf di Napoli. Non solo: Amici ha intrapreso un'operazione di "approfondimento" (e quindi di narrazione) della cultura Hip Hop, tentando di canalizzare il malumore e il dissenso che circola nella rete e nei circuiti sotterranei

Questa sQuola della precarietà televisiva, ha organizzato e mandato in onda una sorta di lezione/confronto sulla cultura Hip Hop. Il risultato è stato culturalmente disastroso: contraddizioni, esitazioni, panzane. Dando in apparenza "libertà di parola" ai ragazzi (l'incontro è stato proposto da uno dei  breaker durante un "fuorionda"), lo staff di Amici ne ha sapientemente messo in evidenza i deficit culturali e promosso i valori più monetizzabili. Mentre il video incriminato circola in rete, molti commenti si abbattono sulla presunta "ignoranza" dei partecipanti alla tele-lezione. Invece che indirizzare le colpe, non potremmo concentrarci sulla provenienza dei colpi? 

E' sufficiente analizzare la disposizione dei "personaggi" per determinarne le relazioni sbilanciate di potere. I ragazzi e le ragazze siedono raggruppati in un divano, indossando ridicole tutine gialle, mentre il supposto-essere "tutor culturale", è un adulto in abiti sobriamente casual, che siede alle spalle di una schiera di libri. Oltre al vantaggio "scenografico", ne ha un'altro ben più palese: controlla un televisore grazie al quale mostra in risposta o in anticipo rispetto alle parole dei ragazzi/e, dei videoclip che parlano al posto suo, parlano da soli. La video-scaletta è già programmata: il programma sa dove andrà a parare, mentre i ragazzi/e no. A loro è data una ridicola lavagnetta, dove il breaker proponente l'incontro, ha scritto la parola "rivoluzione" a cui non sa dare un significato univoco. Di contro, il conduttore dice di essere "un frequentatore dell'Hip Hop", distanziandosi ulteriormente dalla cricca del divano, e promuovendo un punto di vista meno emotivo, più sobrio (come il suo abbigliamento). La sua tesi è la seguente: l'underground è "militante" e "minoranza" (termini usati in senso negativo!), oltre che "integralista", perchè non accetta di invischiarsi col "commerciale" (termine "fuzzy" usato per accomunare Sangue Misto, gruppo anni '90 proveniente dalla realtà militante di Bologna, con Moreno, un rapper proveniente dalla realtà miLLantante di canale 5)

Così, quando Japo dice la cosa più sacrosanta del mondo ("Vengo dalla strada"), essa suona automaticamente retorica, giovanilista, ridicola. Questo perchè un format influisce non solo sulla potenza delle argomentazioni ma anche sulle modalità interpretative dello spettatore (aka sulla sua ermeneutica). Nel caso di Amici, la strategia è ferrea: chi pratica una disciplina dovrebbe saper "comunicare" ad un pubblico di massa e non di nicchia. Se non riesce a farlo, c'è bisogno di qualcuno (sempre Amici) che gli elargisca, a seguito di numerose e spettacolari sfide e tele-voti, gli strumenti per farlo. E' un misto di retorica neo-colonialista e filosofia Crociana: se non sai esprimerti (nei termini che Io, soggetto maggioritario, impongo) tu non sai veramente chi sei e cosa fai. Più tenti di esprimerti (con i linguaggi a te più vicini e congeniali), più dimostri la tua inadeguatezza (nel contesto che Io ho creato, da me e per me). Così Io (Amici), non solo ho la possibilità, ma ho il dovere di istruirti (cioè di instaurare una relazione sbilanciata di dominio e quindi aumentare, anzichè diminuire, la distanza "culturale" che ci separa). Amici è anche questo, con una marcia in più: attraverso il tele-voto (e l'hashtag #Amici13) offre l'illusione, ai singoli "ignoranti", di ricoprire una posizione di potere. Ma è sempre Amici che elargisce gli strumenti per interpretare la realtà televisiva, ergo: è come offrire un piatto di spaghetti ad un affamato e dire: "puoi mangiarne quanto vuoi, a patto che usi la...cannuccia!" (o come direbbe Dj Gruff: "E' come se uno dopo aver cagato, si pulisce con la mano, e con quella cazzo di mano volesse stringere la mia, giustificandosi del fatto che di questi tempi non si trova carta igienica").

Ora: cosa succede se utilizziamo gli stessi strumenti della nostra dominazione per promuovere strategie di libertà? E se usassimo l'hashtag #Amici13 per diffondere e mostrare il "lato oscuro", subdolo e cafone di questa trasmissione? ;-) ]


***
 
Apro il 2013 con questa lettera rivolta a chi vive e segue le vicende della comunità di Breaking italiana. Non mi rivolgo strettamente a b-girl/b-boy, ma anche al così detto "pubblico" dei contest, o ai fan della disciplina e soprattutto a chi si è affacciato da poco alla "scena" e percepisce le prime contraddizioni tra il fuori e il dentro.

"Lo sai che io non sono amico di maria
e tengo fuori a forza venditori porta a porta
dalla vita mia"
Danno, Accannace

Amici,
da quand'è che siamo diventati amici io e te? Da quando abbiamo incrociato lo sguardo per la prima volta all'allenamento? Dai tempi del corso di breakdance o addirittura dai tempi della strada? O quella volta che ci siamo sfidati, puntando tutto sugli ultimi 5 euro nel portafogli? Siamo amici perchè sono settimane, mesi, anni che ci incrociamo agli eventi ignorando la vita dell'altro? Allora siamo una comunità di ignoranti, strictu sensu. Oppure no, siamo amici proprio perchè nella sfida ci prendiamo per quello che siamo realmente, ci confrontiamo su un piano talmente intimo che a scuola, a lavoro, a casa, nessuno conosce quell'aspetto di noi. E siamo ancora amici quando ci insultiamo su internet per un video commentato a la cazzo, per "la kultura Hiphop", o perchè "L'Italia fa schifo"? Forse la nostra amicizia si regge solo attraverso un mezzo (il breaking, internet, il contest), ma tolto il mezzo che rimane? Cosa fa quella b-girl quando torna a casa? A cosa pensa prima di addormentarsi? Studia ancora o è in cerca di un lavoro? Che ne pensa dello Stato, della famiglia, dell'odio, di me, della vita? Gli amici di solito si confrontano su queste cose.

giovedì 27 dicembre 2012

Floor Wars Roma - 5 Gennaio 2013, @TeatroLoSpazio


Il Floor Wars Roma è terminato. Gli Urban Force rappresenteranno la città alla finale di Brescia,e chissà forse anche in Danimarca. Grazie e Primizio per la playlist (sopra) con tutte le sfide. Un big up a tutti coloro sono rimasti all'after party e un appuntamento al prossimo evento per chi è mancato. 2013: Underground Strikes Back!

§

Cos'è sto Floor Wars? Una specie di festa nerd? Cosa?! Breakdance?! Quindi una gara per ballerini di strada. E allora perchè quella ragazza è così elegante? Cazzo, ho iniziato a ballare proprio per rimorchiare, ma non si è mai battuto chiodo! Forse perchè esco sempre alla prima sfida? No, e poi una volta sono arrivato ai quarti di finale...Cosa c'è scritto? Un premio al miglior "Party dancer"? Significa che se sfido tutti nel cerchio, vinco qualcosa? Ehi aspetta un momento: dovremmo ballare in un teatro?! Cioè su un palco, di fronte a centinaia di persone, tipo fenomeno da baraccone? Se c'è da mettersi in mostra io sono in prima fila! Ah, ma non c'è il palco...si balla in pista insieme a tutti gli altri? Tutti chi? Non mi dire che vengono pure gli hiphoppari yo yo che ballano in piedi? Ah pure loro! Merda, forse è il caso che inviti qualche amica e - pronto? Ciao, ti va di venire ad una serata Hip Hop? Cosa? No no, puoi entrare anche senza pantaloni larghi e catenone. No, niente Sean Paul...al massimo Sean Price! Vabbè, insomma, vieni?...Da paura, ci vediamo là!!! Ehi ma quello è Mr. Wigglez! Cosa sta blaterando...??



Mr.Wigglez e il concetto di Social Dance

Ok, mi sa che stavolta lascio le ginocchiere a casa...ehi chi è quella tipa? Cioè sarebbe lei il DJ del party? Fatemi passare, voglio sentire anch'io cosa sta dicendo...

Dj Leva57: Bisogna capire qual è la differenza tra selezione da party/jam, cypher, battle e club affinché i ballerini possano comprendere al meglio il ruolo del DJ e rispettarlo. Il party è il momento in cui la gente (attenzione, non sto parlando solo di b-boys!) deve stare bene. Dopo il party torni a casa e stai meglio perché ballando e socializzando hai eliminato o allontantano ogni tipo di tensione fisica e mentale che avevi quando sei uscito dal lavoro o da casa, hai conosciuto gente nuova, scambiato due chiacchiere ballando, se ci sai fare sei riuscito ad avvicinare ballando quella ragazza senza sembrare inopportuno o molesto. La selezione ad un party è varia esattamente come il background di chi vi partecipa: Latin/Funk/Disco grooves, Hip Hop, ma anche slow jams: non dimenticatevi che il DJ, selezionando una traccia lenta, vi aiuta ad avvicinare più spontaneamente una ragazza dopo essere riusciti a farla ballare con voi! Ah, un appello anche alle ragazze: non siate timide, non c'è nulla di male nel ballare con un bel ragazzo!

Per un paio d'ore dunque, quando siete ad un party, spegnete il cellulare e ogni tipo di social network: it's time for the social dance!"
Consiglio:
 


domenica 23 dicembre 2012

Stregatto Randagio (4) - un racconto di Nexus

Quarto capitolo del mio quaderno di avventure estive. Se vi siete persi l'inizio cliccate qui.

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05/08/2012Pescara
“Il Giorno dopo”

Show eseguiti: 5
Total score: 67 €



Gomito abrasionato e gonfio; escoriazione su tempia destra; infiammazione su interno coscia destro e sinistro. T-shirt bianca modello “Serafino”: addio. Occhiali 3d: rotti. Naso rosso: elastico spezzato. Fiore di plastica: disperso.

Acchittare lo show in piazza Primo Maggio, accanto alla nave di Cascella è stato duro, ma “la prima” è andata. Il posto migliore, a detta dei b-boy pescaresi, è in realtà un lembo di spiaggia convertito in mattonato da passeggio. Nonostante sia il punto in cui confluiscono i due lungomare, la gargantuesca nave di Cascella spezza ogni colpo d'occhio panoramico. Destra o sinistra? Fai la tua scelta perchè non puoi beccarti tutto il flusso.

martedì 18 dicembre 2012

Laura Garofoli legge "Anatra All'Arancia Meccanica" di Wu Ming

L'11 dicembre alcuni amici ci hanno invitato a portare in scena "qualcosa", in occasione dell'imminente occupazione del Teatro Comunale di Genzano (Roma), con un'avvertenza:"Non sappiamo cosa troveremo là dentro: preparatevi a tutto!". Così giovedì 13, Ops (Occupazioni Precari Studenti) hanno fatto irruzione nel teatro abbandonato, scatenando il panico delle colonie di ratti che avevano arredato oltre 30 mq di palco con un lussureggiante tappeto di feci.

Noi entriamo in tarda serata, quando i generatori a benzina iniziano a macinare watt e fa più freddo dentro che fuori. Lo stabile è immenso, e immensamente incompleto. Un boccascena pantagruelico si apre dinanzi a poco più di 200 sedili; le ringhiere della galleria sono un bluff fatto di legnaccio e drappi di copertura risalenti ai tempi dell'inaugurazione; il sotterraneo per i camerini sembra più un basement da film dell'orrore e se lo attraversi, sbuchi in una specie di grotta con resti murali di epoca romana. Insomma, un gigantesco mausoleo alla cultura del cemento armato.

venerdì 14 dicembre 2012

Un Grillo per la testa, Due per il portafogli: l'evoluzione del web marketing su beppegrillo.it

L'escalation della macchina politica di beppegrillo.it è ormai nota anche al grande pubblico. Inizia nel 2005 con i primi MeetUp (oggi circa 600 sparsi in tutta Italia), prosegue con i due Vaffanculo Day del 2007 e 2008, e culmina con la fondazione del Movimento Cinque Stelle (M5S, 2009) che ottiene i primi risultati nelle regionali del 2010 e dopo le amministrative siciliane del 2012, secondo i sondaggi si piazza come la seconda forza politica del paese.

In rete e in particolare su Giap, l'analisi della narrazione grilliana ruota attorno alle criticità del moVimento: da un lato una forma ibrida e post-materialista di organizzazione politica, dall'altro una macchina da guerra verticalista e leaderista. In rete si è sviluppato un topic che ha ben presto sfondato la breccia dell'opinione pubblica: i rapporti fra Grillo e la Casaleggio Associati, l'azienda di “strategia di rete” che oltre a gestire la piattaforma beppegrillo.it, è portavoce di una vera e propria ideologia della rete, riassumibile in questo suo video.
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