venerdì 4 settembre 2009

Nexus vs Cico

Una morsa infuocata mi stritola le budella. Un solco di lava fa implodere gli addominali imbottigliandosi nel plesso solare. "Vai fino in fondo" - mi dico. Degludisco e cerco di inspirare. L'esofago è il filtro polveroso di un'aspirapolvere, ma i polmoni ci sono. "Ci sono ancora" - mi dico - "Fanculo tutto. Fanculo la gente, fanculo il nome, fanculo la salute. Questo è un regalo che mi faccio dal profondo del mio cuore mucoso".



"Questa musica non fa per me" (Cico, 4:26)



Si, tornato dagli Stati Uniti mi sento rinato. No, probabilmente la mia vita non si è allungata, anzi. Si, vale la pena vivere. No, non vale la pena illudersi di essere immortali.
Si, i giovani sono il sale del mondo. No, gli anziani non arriveranno mai alla conoscenza assoluta.

Si, tornato dagli Stati Uniti scelgo di darci un taglio. Vedendo dei ragazzini sfidare e ridicolizzare b-boy molto più grandi di loro, dico che è ora di darci un taglio. Darci un taglio con i falsi Cristi e Anticristi. Con quelli che pensano talmente tanto a distinguersi che finiscono per congelarsi in uno stato di distinzione perfeptua. Rivoluzionari reazionari. Bboy boring.

Si ho scelto di darci un taglio con gli ignoranti, i molluschi, quelli che a 30 anni entrano nel cerchio in verticale sul caschetto e poi fanno il tifo come una cheerleader col piercing sul grilletto; quelli che si riempono talmente tanto la bocca di bestemmie che non riescono più a muoversi e inesorabilmente ingrassano con i capelli unti di buffoneria; quelli che pensano che il cerchio sia una sfilata, un allenamento, una sessione di lancio del peso dove il grassone russo col pizzetto biondo segue urlando il tragitto della palla; quelli che allargano il cerchio per fare i moves e con le gambe tese, si tirano su i pantaloni con la scioltezza di Pinocchio con la sifilide; quelli che si credono underground perchè fanno gli streetshow e ripetendo giorno per giorno, minuto per minuto, la stessa frottola fisica camuffata da entrata, involvono allo zecchino d'oro del B-boying; quelli che fra teatri, videoclip, palestre ci sguazzano come porci nel bitume, ma che nei cerchi sono larve di sperma infertile;
quelli che dicono di fare quello che gli piace ma non hanno il coraggio di dissociarsi da un movimento che si è evoluto passando per gente legata da un fine spirituale comune. Andatevene affanculo nei vostri harem di bboy puttane. Lupi mascherati da Agnelli. Promuovete lo "stile libero" perchè diventi il VOSTRO stile. Aizza zombie;
quelli che dicono "più jam e meno contest" e poi si vivono la jam come un contest e il contest come una jam; quelli che "pensano di sapere" ma che di fatto non possono FARE perchè obbiettivamente NON SANNO; quelli che insegnano a mandrie di ragazzini nelle palestre, che si gonfiano come canotti di merda e che nella scena sono preservativi-bucati-mai-usati; quelli che si vantano si non far parte dell'underground, di elevarsi ad orizzonti artistici superiori. Fase edipica: non superata. L'evoluzione avviene tramite un processo, riti di passaggio. Per chi non passa attraverso la porta dello sbattimento, del diveritmento gratiuito, del confronto senza intermediari, dello studio delle basi, del dialogo con gli antenati, come può mettersi in cima alla piramide evolutiva?; quelli che come il soldato Palla di Lardo in Full Metal Jacket, si cagano-il cervello-sotto perchè la vita e troppo dura e signoreggiano fra insulti virtuali; quelli che si credono in diritto di sentenziare solo perchè hanno 30-40 anni, ma che hanno fatto solo "prima" e non "meglio" di me; quelli che ancora si parano il culo dicendo che "facciamo solo footwork e baby freeze" mentre oltre a NON fare solo quello, facciamo, studiamo, conosciamo, ci divertiamo, rimorchiamo più di lui e tutte le lumache senza guscio che tormentano i pavimenti di mezza Italia.

Si, ho scelto di mandarvi affanculo tutti. No, non mi pento.

giovedì 23 luglio 2009

La guida perversa al Cinema

"Cinema is the ultimate pervert art. It doesn't give you what you desire - it tells you how to desire"

Slavoj Zizek


Suggerisco questo documentario (quasi interamente disponibile su youtube!) a chi voglia approfondire il rapporto fra cinema, psicanalisi e filosofia. In generale un'ottima piattaforma di lancio all'interpretazione ragionata dei film. Il video è molto scorrevole e ricco di clip cinematografiche che vanno da Il Grande Dittatore a Matrix, passando per Alfred Hitchcock e David Lynch. Zizek, e la sua pronuncia inglese "all'italiana", si materializza all'interno delle scene parlando del rapporto realtà-fantasia, soggettività-alterità e diagnosticando la natura perversa del cinema, di cui anche noi in qualità di spettatori, facciamo parte.





mercoledì 15 luglio 2009

Meglio un Ovetto Kinder oggi?


"L'Ovetto Kinder, uno dei più popolari prodotti di cioccolato in vendita in tutta l'Europa centrale, è un guscio di uovo vuoto fatto di cioccolato e avvolto in una vivace carta colorata; dopo che si è scartato l'uovo e si è rotto il guscio di cioccolato per aprirlo, ci si trova dentro un piccolo giocattolo di plastica (o delle piccole parti con le quali si può mettere insieme un gioco).
Un bambino che compra quest'uovo di cioccolato spesso lo scarta nervosamente e rompe solo il cioccolato, senza curarsi di mangiarlo, preoccupato solo del gioco che c'è dentro - un simile amante del cioccolato non è forse un caso perfetto del motto di Lacan "Ti amo, ma, inspiegabilmente, amo qualcosa in te più di te stesso e ,perciò, ti distruggo"? E, in effetti, questo gioco non è forse l'objet petit a [l'oggetto-causa-di] nella sua purezza, il piccolo oggetto che occupa il centro vuoto del nostro desiderio, il tesoro segreto, l'àgalma, al centro della cosa che desideriamo? Questo vuoto materiale ("reale") al centro, naturalmente, rappresenta la distanza strutturale ("formale") a causa della quale nessun prodotto è "davvero QUELLO", nessun prodotto è all'altezza dell'aspettativa che fa sorgere.
In altre parole, il piccolo gioco di plastica non è semplicemente differente dal cioccolato (il prodotto che abbiamo comprato); benchè materialmente differente, esso occupa la distanza nel cioccolato stesso, cioè è sullo stesso piano del cioccolato.[...] Nell'inghilterra elisabettiana, al sorgere della soggettività moderna, è emersa la grande differenza tra il cibo "sostanzioso" (la carne) mangiato nella grande sala del banchetto, e i dolci dessert mangiati in una piccola stanza separata mentre le tavole venivano ripulite ("svuotate") nella sala del banchetto - così la piccola stanza dove venivano consumati i dessert è stata chiamata "vuota".
[...] In questo vuoto separato era permesso togliersi la maschera ufficiale e lasciarsi andare al rilassato scambio di pettegolezzi, impressioni, opinioni e confessioni, in tutta la gamma, dal triviale al più intimo. L'opposizione tra la "cosa reale" sostanziale e la frivola apparenza ornamentale che avvolge solo il vuoto coincide così con l'opposizione tra sostanza e soggetto - non stupisce il fatto che, nello stesso periodo, "vuoto" funzionava anche come allusione al soggetto stesso, il Vuoto dietro l'apparenza ingannevole delle maschere sociali. Questa, forse, è la prima versione culinaria del famoso motto di Hegel secondo il quale si deve concepire l'Assoluto "non solo come Sostanza, ma ancghe come Soggetto:" si deve mangiare non solo pane e carne, ma anche buoni dessert..."

lunedì 22 giugno 2009

Fisica dell'Hip Hop

"It's ain't about keep it real, it is about keep it right"
Dj Kool Herc


"L'atto contingente del riconoscimento crea retroattivamente la sua necessità."
Slavoj Zizek



Dire che la cultura Hip Hop sia nata in America è giusto. Dire che sia una cultura americana è sbagliato. Il concetto di Spirito Universale dell'Hip Hop promosso dalla Zulu Nation parte da questo presupposto. Che le spore della cultura si diffondano in tutto il pianeta, contaminando e contaminandosi, per poi confluire in un'unica grande fonte da cui poter attingere per rinnovare il processo di diffusione. L'Hip Hop come la Terra: una grande madre che offre il suo ventre per fecondare nuova vita. I meccanismi che regolano l'evoluzione della cultura sono complessi, e i confini fra ciò che è dentro o fuori dal "contesto" sono nebbiosi, densi e viscosi. Eppure la macchina evolutiva, di questo Grande Sole, ha un nucleo solido. Da qui dobbiamo partire per parlare di "Fisica dell'Hip Hop". Risalire al Big Bang, riavvolgere il nastro analogico e ri-masterizzarlo nel presente.


Se riconosciamo che l'Hip Hop abbia un hardcore che dai teenager del Bronx negli anni '70, si è innestato moltiplicandosi come un virus in tutto il pianeta, siamo già a buon punto. Ora facciamo un salto ad oggi, o meglio a cavallo fra gli anni 9'0 e 2000. Il b-boying torna timidamente alla ribalta grazie a due fattori correlati: la promozione di numerosi contest (o battle) che vengono diffusi su internet o tramite dvd. Nasce una nuova generazione (la mia) che in parte conserva i legami con quella degli anni '80-'90 ma intraprende un' esplorazione solitaria oltre i confini della disciplina. Il risultato sarà l'incremento delle potenzialità tecniche della danza e la scalata ai vertici dei battle internazionali da parte di paesi fino a pochi anni prima sconosciuti (Corea del sud, Giappone e per finire la Russia). Gli Stati Uniti nel frattempo ribadiscono l'importanza dei prinicpi costitutivi del b-boying (Foundation), condizionando l'estetica fra il 2005-2007 e rinnovando la propria posizione come punto di riferimento della scena mondiale. Purtroppo la lezione foundation viene accolta da molti come una serie di passi "alla moda", e superato un primo momento di successo, ora sono considerati off-range dai neofiti. In realtà gli americani hanno tentato di riproporre i "fondamentali" per educare le nuove generazioni sul piano culturale ed artistico. Anche se sul piano commerciale e d'immagine si è trattato di una vera e propria operazione di neo-colonialismo del b-boying su scala globale, il fallimento del tentativo statunitense è indicativo di una tendenza di "contro-cultura Hip Hop".

I movimenti di contro cultura (di cui lo stesso Hip Hop nel corso della storia può iscriversi) nascono all'interno di una macro-cultura di riferimento (ad esempio quella occidentale, o quella europea), promuovendo uno stili di vita e dei principi che tendono a destabilizzarla. Credo che oggi l'Hip Hop, almeno nominalmente, abbia assunto il ruolo di una vera e propria istituzione, creando, nell'ambiguità generale, dei movimenti di contro-cultura. Un esempio fra tutti è la recente diffusione del cosidetto stile flexible, i cui praticanti si rispecchiano nel lifestyle punk o emo piuttosto che in quello Hip Hop, ma rivendicano la loro appartenenza all'interno della scena di b-boying.


Gli atti più audaci di contro-cultura si manifestano però in maniera invisibile. Essi infettano i principi culturali (da cui derivano quelli filosofici) che hanno caratterizzato lo stile di vita dei b-boy e delle b-girl delle prime tre generazioni ('70-'90). Attraverso l'ignoranza delle nozioni storiche e la mancanza di collegamento con le generazioni passate, questa nuova contro-generazione hip hop, parte da zero, avanza guardando al futuro e nel suo incedere brucia i ponti col passato. Essi non si riconoscono nel passato, poichè del passato hanno solo l'immagine e non la traccia. Come nel periodo della "moda foundation", si tende a guardare solo l'aspetto esteriore e non si percepisce che esso (l'esterno) è solo il punto di partenza per arrivare al contenuto (l'interno), l'hardcore.

Il nostro compito è quello di svelare questo inganno.
Se invece di leggere un libro, guardi il film da cui è tratto, stai facendo un doppio errore. Primo: il testo scritto è linguisticamente più informativo di quello audiovisivo. Secondo: quello che guardi non è una realtà, ma una trasposizione (quindi un'interpretazione) di essa. Generazione su generazione, perdita dopo perdita, scarto su scarto, il nocciolo duro dell'Hip Hop rischia di sgretolarsi. La misconoscenza genera retroattivamente l'interpretazione sbagliata dei principi foundation. Il figlio crede di poter giudicare la propria madre a partire da un album fotografico che la ritrae. Senza chiedersi chi abbia scattato e selezionato quelle foto, s'immerge in una storia fantasmatica di cui diventa esso stesso il regista: e qui sta il suo errore. La contro-cultura Hip Hop, secondo me, parte da una misconoscenza fantasmatica.


Il fantasma appare in rete, fra i commenti dei video di breaking. Il b-boy, o presunto tale, è ormai un "opinionista di breakdance". E' il soldato Palla di Lardo con lo sguardo già nell'Al di la, che si spara in bocca seduto nel cesso, dopo aver ucciso il sergente. Come in Full Metal Jacket, la psicosi del più ignorante dei soldati nasce dalla vendetta dei suoi commilitoni e non dal trattamento, duro ma giusto, dell'autorità. Nei paesi in cui i cypher sono poveri di sfide (come il nostro), il web si popola di "Palle di Lardo" che sforacchiano, senza rendersene conto, il principio cardine della disciplina: il rispetto reciproco a partire dal confronto diretto. Il b-boying è un 'espressione aggressiva, "dura ma giusta", che fonda la sua peacefull proprio sul battling. Esatto: è nel momento in cui parli invece di combattere, che scateni la violenza. Il web ha reso pubblico un momento privato del nostro lifestyle: la critica feroce e lo scambio di battute avvenivano fra due o più b-boy poco prima o durante una sfida. Al termine, le parole stavano a zero, ognuno tornava a casa con la propria idea, parlare ormai non serviva a nulla. Oggi domandatevi: avremmo lo stesso fegato per dire quelle cose, con quel tono, in faccia ai b-boy interessati ed essere pronti alla sfida? Se si, perchè non lo facciamo? Perchè non viviamo questa divergenza di opinioni come un momento di crescita, di rispetto, di Hip Hop? Perchè lasciare commenti offensivi (parlando al pubblico) e continuare a farsi i fatti propri (ballare nel privato)?

Questa del web, come altre pratiche,
vanno seriamente contro "Fisica dell'Hip Hop".


lunedì 8 giugno 2009

Battle is a Battle (Buzz vs Trauma)


Finalmente l'HD! Finalmente youtube ci permette di condividere i nostri video in alta definizione. Per festeggiare l'occasione, pubblico questo suggerimento super-estetico.
Ecco la sfida fra due raw b-boy, ma prima di tutto fra due grandi amici, organizzata in occasione della festa per il mio 10° anno di b-boying.
"Original to be original".
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