martedì 27 luglio 2010

Speciale dal Roma Fiction Fest 2010


Tanto mare, tante letture. Come granelli di sabbia in mezzo ai piedi, i racconti di Ammaniti (qui, cliccate qui!) e Palahniuk (Fight Club vi dice qualcosa?) non smettono di pizzicarmi. Sono attualmente i miei scrittori contemporanei preferiti e se vi piace l'underground life, non potete perderli.
Facendo un flashback a qualche settimana fa, ecco il mio diario di bordo al RomaFiction Fest. In arrivo altre fresche recensioni tv.
Peace!

leggi qui il mio reportage

giovedì 8 luglio 2010

LXD al Roma Fiction Fest

B-boy e b-girl, non ci crederete ma anche la nostra categoria è stata rappresentata all'ultimo festival della fiction di Roma. Infatti, grazie al formidabile accredito stampa fornitomi da everyeye.it, ho assistito alla conferenza in cui si è parlato di The LXD. Questa nuova web series online dal 7 luglio ci catapulta in un mondo dove gli street dancer hanno dei veri e propri superpoteri. In attesa che la Paramount sblocchi i geofiltri che ne impediscono la visione fuori dagli States, ecco il trailer della serie che conta fra i suoi protagonisti gente del calibro di Luigi e Venum (Skill Methods), Claud, Steelo e numerose personalità della danza Hip Hop americana.


Il vostro amichevole Nexus di quartiere si concede una settimana di vacanza ma tornerà presto con un'intervista inedita ai protagonisti di LXD e moltissimi "suggerimenti estetici" dal Roma Fiction Fest.
Peace yo!

domenica 4 luglio 2010

No Bavaglio Day - Reportage

Così dopo il sudatissimo 30 all'esame di Teorie dell'Immagine, passo dalla desolante Garbatella alla caramellosa Piazza Navona. C'è poca gente, che si mischia col turismo gelataresco e la perplessità degli stranieri. Ma più che la quantità, mi preoccupa la qualità delle persone: sempre le stesse. Incontro più conoscenti e visi noti a piazza Navona che al mercato sotto casa. Pochi ma buoni. I "soliti buoni".

Ho cercato di documentare quel paio d'ore in piazza. Ecco il mio breve reportage.



Domani ho l'ultimo esame della mia carriera universitaria sul Nuovo Cinema Italiano (anni '90-2000). Sono perplesso. Rivedo Caro Diario (1992) e Aprile (1998) di Nanni Moretti ed è tutto ancora là, meno opaco, più ottuso che mai: il conflitto di interessi, la crisi della sinistra, il cinismo...il cinismo! Ancora sguazziamo nella pratica masturbatoria della critica ideologica e (ahimè) i miei amici alla soglia dei trenta iniziano a rievocare una sorta di memoria della pubertà paradisiaca intasando Facebook con gruppi sugli anni novanta. Al gruppo dei "Noi che..." mi dissocio morettianamente scrivendo: "Voi che...siete nostalgici (di cosa? della Nintendo e Beverly Hills?!). Io oggi sono uno splendido ventiseienne!".
Avevamo da poco riguadagnato l'espressione "Forza Italia" ma dopo la disfatta in Sud Africa è tornato un tabù.

Contro la vergogna-bavaglio concediamoci almeno un "Italia, Forza!"

lunedì 28 giugno 2010

Urban Force e gli Azzurri

Ce l'avevamo quasi fatta! Noi, rappresentanti dell'Italia (patria del "dire") in Olanda (terra dove tutto si può "fare"). Ce la stavamo per fare!



 
Dopo la cascata di ghiaccio slovacca che ha congelato l'orgoglio azzurro ai mondiali in Sud Africa, ci siamo diretti nel paese dei tulipani con una perplessità e una certezza: saremo in grado di arrivare lucidamente alla gara? (la perplessità); riusciremo sicuramente a fare meglio dell'Italia ai mondiali! (la certezza). Dopo circa 6 ore dal nostro arrivo nella capitale olandese, i due pronostici si erano già clamorosamente ribaltati: avevamo la certezza di non-gareggiare lucidamente, e l'enorme perplessità sul riuscire a partecipare o meno. Vedevamo "Azzurro": letteralmente. Così, con la testa infilzata da aghi di cristallo, scalavamo i 3 piani del Melkweg Rabozaal di Amsterdam per partecipare allo Spin Off: primo premio un viaggio a NYC per le finali dell'Evolution 2010.

Primo Piano. Timon e Loco improvvisano una coppia, tanto per partecipare e vincono la prima sfida. Io, Ino e Maxx facciamo altrettanto, consapevoli che il peggio verrà dopo.

Secondo Piano. I minuti scivolano e come un unguento miracoloso anestetizzano il mal di testa e ossigenano i muscoli contratti. Il "double trouble" Timon & Loco ne vincono un'altra poi escono straziati ma a testa alta con gli EXG (Olanda). Ci pensiamo noialtri a vendicarli battendo il secondo team EXG e superando di misura i Chausser De Prime (Francia) in semifinale.

Terzo Piano. Contro ogni pronostico, contro ogni logica, contro ogni legge chimica: siamo in finale e possiamo farcela! Spariamo l'ultimo sincro e scegliamo di mandare Maxx (a corto di passi) contro il loro pezzo da novanta, Kido. Gli altri due sono un'altra cosa e contro di me e Ino apparentemente non c'è storia. Loro sembrano 300 ma quando Ino chiude l'ulima entrata esattamente sullo "stop" della musica noi esultiamo come 3000 e ci sembra fatta.

La giuria vota: 3 a 2. Per loro. Nel giro di pochi giorni il sogno Azzurro si infrange di nuovo su questo risultato, con la differenza che almeno noi abbiamo dato tutto, conquistando una finale europea in una disciplina, il b-boying, in cui l'Italia è come la "Slovacchia" del calcio professionista.


Torniamo a casa fieri, rinvigoriti da un nuovo spirito spumeggiante. Il B-boying è anche questo: condividere una pazzia, rincorrere un sogno, accarezzarlo e perderlo, tornare amareggiati e riniziare tutto con l'umiltà del primo giorno e la soddisfazione dell'ultimo. Mi viene in mente un saggio di Didi Huberman sulla dialettica fra il "tutto" e il "niente" (e mi deve venire in mente per forza dato che sarà argomento di prossimo esame!), del loro ruolo paradossalmente intercambiabile. Quando pensi di programmare "tutto" di una sfida, puoi accorgerti che sul dancefloor non stai dando "niente" e perdere. Ma nonostante la preparazione, a volte ti sembra di precipitare verso il "nulla", senti sciogliere le briglie della logica ed è li che tiri fuori quel che c'è "in te più di te" (Lacan) e completi la tua entrata avendo dato "tutto" (anima e corpo). Poi ti rivedi in video, magari ti accorgi che non sei stato poi così straordinario, ma l'esultanza del pubblico rimane.
E pure il risultato.

martedì 22 giugno 2010

Barthes vs Luttazzi


Qualche giorno fa il Fatto Quotidiano ha riportato un'intervista al mefisto-comico Daniele Luttazzi a fronte di un video che circola su YouTube e che lo accusa di plagio. Seguendo il montaggio dell'autore (anonimo) di questo clip, Luttazzi sarebbe un vero e proprio "biter" (to bite = mordere; in gergo Hip Hop si usa per chi copia cose altrui). Il comico emiliano però non si scoraggia e ribalta la situazione offrendo un'accurata e clinica analisi semiologica della battuta comica da far impallidire Roland Barthes (clicca qui per l'analisi di Luttazzi). Inoltre secondo Luttazzi, attingere da un testo di un'altro comico satirico è un'escamotage per evitare le condanne per diffamazione poichè una volta dimostrato che il testo in esame è derivato ad esempio da Aristofane, si dovrà necessariamente accettare che siamo di fronte a un brano satirico e non volgare/diffamatorio. Da anni Luttazzi tiene sul suo blog una "palestra" della satira, un vade mecum per aspiranti comici satirici dove la "caccia al tesoro" consiste proprio nel trovare all'interno del sito, i riferimenti a comici famosi. Daniele raccoglie quotidianamente le battute "d'allenamento" inviate dai suoi "allievi" che si cimentano nel parodiare, comparare, interpellare le notizie tratte dai giornali.

Per quanto mi riguarda, a un comico che conosce così bene il suo mestiere da fare del "plagio" uno strumento di in-formazione, c'è solo da rendere omaggio e sostenerlo affinchè possa tornare presto sul piccolo (e perchè no sul grande) schermo.

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