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sabato 10 agosto 2013

#Tifiamo Asteroide - "Sinergia" di Nexus


A cura di Mauro Vanetti.
Da un’idea di Alberto Biraghi.
Postilla di Wu Ming.
Editing e revisione a cura di Simona Ardito, Roberto Gastaldo, Natale aka VecioBaeordo, Mauro Vanetti e Alessandro Villari.
Copertina di Luigi Farrauto.
Progetto grafico e impaginazione di Simona Ardito

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in PDF e in ePub

Qui il link a Giap, per elaborare la catastrofe in compagnia degli autori ;-)
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Un asteroide distruggerà il governo Letta. Lo avevano annunciato i radar di Giap lo scorso 6 giugno, incaricando @maurovannetti del comitato d'accoglienza. Uno sciame creativo composto da navigati storyteller e "ciabattini del web" lavoro alacremente durante l'estate per raccontare "100 storie sulla fine catastrofica del governo Letta". Oggi, quell'avvistamento, quel meteorite e le sue conseguenze sono finalmente una realtà, anzi, molte realtà.

Tifiamo Asteroide (con una postilla di Wu Ming) è un ebook collettivo che getta 100 sguardi ucronici sulla fine del governo di larghe intese. Una raccolta di micro-racconti che vuole scardinare l'utopismo del "senso di responsabilità", pungolare la bolla delle consolazioni estive fino a squarciare il velluto degli abituè della crisi. Solo un Evento che sconquassi le coordinate spazio-temporali della realtà potrà salvarci, ergo #TifiamoAsteroide!

Mi sono unito anch'io alla carica dei 101 meno, con un racconto dal titolo Sinergia. Prendendo spunto dal testo dal ritornello di The Message dei Furious Five, la mia storia prende le mosse da un background hip hop, ma poi coinvolge un drappello di zingari, alcuni politicanti sbandati, il duo Ratzinger/Bergoglio e...un filosofo sloveno. La storia è quella di un artista di strada di Via del Corso che vive in solitaria il countdown dell'impatto asteroideo. Come si percepisce l'arrivo di un meteorite a "testa in giù"?

Noi dobbiamo anticiparci. Non dobbiamo semplicemente guardare oltre, bensì ulteriormente. Come dicono a Roma: noi dobbiamo sgravare (epistemologicamente parlando). La nostra conoscenza del futuro impossibile determinerà la scoperta di presenti compossibili, micro-universi dell'oppure, faglie superficiali e smottamenti della timeline globale. Heidegger proponeva un essere-per-la-morte, che non significa pensare alla morte, bensì riscoprire la propria esistenza come continua possibilità. Per questo Deleuze dirà che bisogna essere degni dell'Evento, di ciò che ci accade e soprattutto ciò che potrebbe accadere.  

Per tutto questo:
Noi tifiamo asteroide!
   

giovedì 28 marzo 2013

Beppe Grillo secondo Lacan: il Clown come Superego populista

Dopo le ultime elezioni, il Movimento 5 Stelle è la prima forza politica del paese. Il movimento fondato da Beppe Grillo non rivendica la leadership del comico genovese, il quale, de facto, ne rappresenta il deus ex machina: detiene i diritti di sfruttamento del logo/sito di riferimento ed è presidente dell'omonima associazione. Nel 2008, Salvoj Žižek definiva Berlusconi il “Kung Fu Panda” della politica italiana. Non l'uomo "who screwed an entire country" (come lo definì il Guardian), bensì il soggetto che ha fatto del self-screwing o self-mocking la chiave del proprio successo. Come il panda della Disney, zuzzurellone e incompatibile con la carica di “maestro di kung fu”, Berlusconi ha trionfato proprio in virtù della sua sfacciata autoironia nei confronti delle proprie debolezze. “Non facciamoci ingannare, però” - ammoniva Žižek - “dietro la maschera da pagliaccio c’è un potere spietatamente efficientebasato sulla paura del soggetto nocivo (immigrati, clandestini, giudici corrotti ecc.). Berlusconi è ed è stato un grande feticcio (a destra si cantava “meno male che silvio c'è” a sinistra si organizzavano i No B-day).
 
Oggi Beppe Grillo ha elevato il pagliaccio ad un livello superiore, impersonando un clown incazzoso che non ha bisogno di occupare una posizione simbolica specifica (la cosidetta “poltrona”), per esercitare il proprio potere superegogico. Ma cos'è il superego? Secondo Sigmund Freud, in L'Io e L'es, è l'istanza psichica che subentra dopo la morte simbolica del Padre (tramonto del complesso di Edipo) e attraverso cui interiorizziamo i codici di comportamento etico, l'insieme dei valori socialmente accettati che ci guida nelle scelte (“l'Ideale dell'io o Super-io”). Succesivamente Jacques Lacan suddividerà questo agente (agency) in due parti: definendo l'Ideale dell'Io come Nome-del-padre/Grande Altro (in inglese: Big Other), un concetto molto simile all'orwelliano Grande Fratello (Big Brother): lo sguardo onnivedente dell'ordine socio-simbolico, l'Alterità verso cui il soggetto fonda il suo desiderio, sempre disatteso perchè basato su una mancanza. Il Nome-del-padre di Lacan ha però il suo lato osceno, e si esprime con quello egli nel Discorso ai Cattolici chiama “Il padre Reale” (e Žižek rielabora in Padre del godimento). Il superego allo stato puro è “questo stesso agire nel suo aspetto vendicativo, sadico e punitivo […] l'agente crudele e insaziabile che mi bombarda di richieste impossibili […] e per cui più provo a reprimere i miei sforzi peccaminosi, più sono colpevole ai suoi occhi”(Žižek, Leggere Lacan, p.98). Per Lacan il superego è strettamente legato all'inconscio, poiché diventa “l'identificazione che sommergiamo di rimproveri in noi stessi” (Discorso ai cattolici, p.76). Secondo questa teoria, dietro ad un processo guidato da un apparato di potere, c'è sempre un buco nero di godimento insaziabile. Nel film/saggio The Pervert's Guide To Cinema, Žižek cita come esempio un cartone Disney del 1935 intitolato Pluto's Judgment day.

mercoledì 27 febbraio 2013

Slavoj Žižek - Netocrazia?


 L'aspetto “pro-capitalista” di Deleuze e Guattari è stato ampiamente sviluppato da Aleander Bard e Jan Soderqvist nel loro Netocracy, l'esempio supremo di ciò che si è tentati di chiamare – non cyber-comunismo – bensì cyber-Stalinismo. Mentre rigetta crudelmente il marxismo come obsoleto, parte di una vecchia società industriale, esso si appropria dal marxismo Stalinista tutta una serie di caratteristiche fondamentali, dal determinismo economico primitivo e l'evoluzionismo storico lineare (lo sviluppo delle forze di produzione – lo spostamento di accento dall'industria al management dell'informazione – necessità di nuove relazioni sociali, il rimpiazzo dell'antagonismo di classe fra capitalisti e proletari con le nuove classi antagoniste dei “netocrati” e dei “consumetari”) fino alla nozione estremamente rozza di ideologia (nell'accezione più ingenuamente Illuminista, l'ideologia, dalla religione tradizionale all'umanismo borghese, è rapidamente respinta come lo strumento della classe egemone e degli intellettuali a suo servizio, destinata a tenere in scacco il ceto basso). Qui, allora, si trova la visione base di “netocrazia” come nuovo modello di produzione (il termine è inadeguato perchè, in esso, la produzione perde precisamente il suo ruolo chiave). Mentre nel feudalesimo la chiave del potere sociale era il possedimento della terra (legittimata dall'ideologia religiosa) e nel capitalismo la chiave del potere è la possessione del capitale (con il denaro quale misuratore dello status sociale), con la proprietà privata come categoria legale fondamentale e il mercato come il campo dominante degli scambi sociali (tutto questo legittimato dall'ideologia umanista dell'Uomo come agente libero e autonomo), nella nuova emergente “netocrazia” la misura del potere e dello status sociale è l'accesso all'informazione chiave. Denaro e possedimenti materiali sono relegati ad un ruolo secondario. La classe dominata non è più la classe dei lavoratori ma la classe dei consumatori (“consumatari”), coloro i quali sono condannati a consumare le informazioni preparate e manipolate dall'elite netocratica. Questo spostamento del potere genera interamente una nuova logica sociale e ideologica. Finchè l'informazione circola e cambia continuamente, non c'è più una gerarchia stabile e a lungo termine ma una permanente rete variabile di relazioni di potere. Gli individui sono “nomadi”, “dividuali”, reinventano se stessi costantemente, adottano ruoli differenti; la società stessa non è più un Tutto gerarchico ma una complessa rete di reti.

venerdì 14 dicembre 2012

Un Grillo per la testa, Due per il portafogli: l'evoluzione del web marketing su beppegrillo.it

L'escalation della macchina politica di beppegrillo.it è ormai nota anche al grande pubblico. Inizia nel 2005 con i primi MeetUp (oggi circa 600 sparsi in tutta Italia), prosegue con i due Vaffanculo Day del 2007 e 2008, e culmina con la fondazione del Movimento Cinque Stelle (M5S, 2009) che ottiene i primi risultati nelle regionali del 2010 e dopo le amministrative siciliane del 2012, secondo i sondaggi si piazza come la seconda forza politica del paese.

In rete e in particolare su Giap, l'analisi della narrazione grilliana ruota attorno alle criticità del moVimento: da un lato una forma ibrida e post-materialista di organizzazione politica, dall'altro una macchina da guerra verticalista e leaderista. In rete si è sviluppato un topic che ha ben presto sfondato la breccia dell'opinione pubblica: i rapporti fra Grillo e la Casaleggio Associati, l'azienda di “strategia di rete” che oltre a gestire la piattaforma beppegrillo.it, è portavoce di una vera e propria ideologia della rete, riassumibile in questo suo video.

lunedì 16 luglio 2012

Il Web Gnostico: teoria del complotto e idelogia della rete (parte 1/3)


“Ma allora m’han sempre preso per il culo!” – grida incazzato il rag. Fantozzi. “Ma chi?” risponde Pina. “Ma loro! I padronati, le multinazionali! Per vent’anni m’hanno fatto credere che mi facevano lavorare solo perché loro sono buoni!”.


NB: lo stile del testo seguente, è stato esplicitamente elaborato per una lettura sul web, tuttavia consiglio agli utenti di limitare il più possibile salti di scheda, lettura di notifiche e discussioni in chat ;-)

giovedì 5 aprile 2012

Adagio: Beppe Grillo e l'Ideologia di Grillorama



"I giornali vivono di finanziamenti pubblici. Falli smettere". Era lo slogan del banner di Kindle sull'homepage di Beppe Grillo.it. Ulp! - esclamai - twittando la citazione a @partitopirata, che ritwittò a sua volta. Era il 27 Marzo 2012 e su Repubblica.it si parlava di "spaccatura sul web e resa dei conti" fra i grillini. Presi un pezzo di legno, vi feci uno smile e infilai 2 chiodi: "c'è molta crisi, molto egoismo per Beppe" - sogghignai.

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Si chiama Capitalismo Etico e si basa sull'aumentare il potere d'acquisto di una merce inserendo un surplus di godimento-etico. Tutti sappiamo che la pubblicità non vende solo una merce ma un surplus: uno status-symbol, un'idea, un'emozione che genera godimento. Con il crollo delle ideologie, si è affermata una nuova ideologia della non-ideologia e con essa un nuovo tipo di surplus. Esso si basa sul principio che si possa essere altruisti acquistando bèni privati. Commercio Equo&Solidale, prodotti bio, collette alimentari e devoluzioni "a sostegno di". Iniziative certo lodevoli che nascondono un particolare: utilizzano come rimedio (il capitalismo) lo stesso sistema che ha causato il problemi (sempre il capitalismo). Il nostro è un godimento al negativo e proprio per questo più efficace del godimento "normale": godiamo della privazione del nostro denaro a fin di bene. Capitalismo Etico.

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