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giovedì 24 aprile 2014

Attack on Titan: resistere è un'esplorazione

Appiccicarsi coi Giganti non è cosa da nulla. Sono terrificanti, essi. Infatti i "titani" partoriti dalla matita di Hajime Isayama e trasposti in video dal Wit Studio, ci mangiano. Appaiono all'improvviso: occhi d'una innocenza ebete, nudità evirate del proprio sesso: corrono, ti afferrano e gnam! - sai già dal primo episodio come andrà a finire. I tuoi compagni verranno divorati, uno dopo l'altro, senza ragione (tranne quella della pulsione a divorare, smembrare e godere del dolore altrui). Nel medioevo steampunk di Attack on Titan, l'umanità si è cinta all'interno di 3 muraglie concentriche (Maria, Rosa e Sina), ma dopo un secolo di protezione coatta, un enorme gigante apparso dal nulla penetra all'interno di Maria, ed è il caos. La popolazione è decimata, le milizie umane massacrate e occorre addestrarne al più presto di nuove, a partire dai ragazzini sopravvissuti, o sarà la fine.


Fra di loro c'è il rivoltoso Eren e la gelida Mikasa, due giovani uniti da un'infanzia a dir poco sanguinaria. Il loro addestramento li porta a far parte del corpo degli esploratori, il ramo militare che rischia le chiappe all'esterno delle mura cercando di raccogliere informazioni sulla natura dei titani. I due diventano maestri del Rittai Kidō Sōchi, un marchingegno alimentato a gas che permette di volteggiare agilmente sfruttando un sistema di corde e rampini. Solo indossando questo "dispositivo per le manovre in 3D", gli esploratori possono sperare di colpire l'unico punto debole dei giganti: un lembo di carne posizionato poco al di sotto della nuca, la cui evirazione decreta l'immediata polverizzazione del mostro.

mercoledì 27 febbraio 2013

Slavoj Žižek - Netocrazia?


 L'aspetto “pro-capitalista” di Deleuze e Guattari è stato ampiamente sviluppato da Aleander Bard e Jan Soderqvist nel loro Netocracy, l'esempio supremo di ciò che si è tentati di chiamare – non cyber-comunismo – bensì cyber-Stalinismo. Mentre rigetta crudelmente il marxismo come obsoleto, parte di una vecchia società industriale, esso si appropria dal marxismo Stalinista tutta una serie di caratteristiche fondamentali, dal determinismo economico primitivo e l'evoluzionismo storico lineare (lo sviluppo delle forze di produzione – lo spostamento di accento dall'industria al management dell'informazione – necessità di nuove relazioni sociali, il rimpiazzo dell'antagonismo di classe fra capitalisti e proletari con le nuove classi antagoniste dei “netocrati” e dei “consumetari”) fino alla nozione estremamente rozza di ideologia (nell'accezione più ingenuamente Illuminista, l'ideologia, dalla religione tradizionale all'umanismo borghese, è rapidamente respinta come lo strumento della classe egemone e degli intellettuali a suo servizio, destinata a tenere in scacco il ceto basso). Qui, allora, si trova la visione base di “netocrazia” come nuovo modello di produzione (il termine è inadeguato perchè, in esso, la produzione perde precisamente il suo ruolo chiave). Mentre nel feudalesimo la chiave del potere sociale era il possedimento della terra (legittimata dall'ideologia religiosa) e nel capitalismo la chiave del potere è la possessione del capitale (con il denaro quale misuratore dello status sociale), con la proprietà privata come categoria legale fondamentale e il mercato come il campo dominante degli scambi sociali (tutto questo legittimato dall'ideologia umanista dell'Uomo come agente libero e autonomo), nella nuova emergente “netocrazia” la misura del potere e dello status sociale è l'accesso all'informazione chiave. Denaro e possedimenti materiali sono relegati ad un ruolo secondario. La classe dominata non è più la classe dei lavoratori ma la classe dei consumatori (“consumatari”), coloro i quali sono condannati a consumare le informazioni preparate e manipolate dall'elite netocratica. Questo spostamento del potere genera interamente una nuova logica sociale e ideologica. Finchè l'informazione circola e cambia continuamente, non c'è più una gerarchia stabile e a lungo termine ma una permanente rete variabile di relazioni di potere. Gli individui sono “nomadi”, “dividuali”, reinventano se stessi costantemente, adottano ruoli differenti; la società stessa non è più un Tutto gerarchico ma una complessa rete di reti.

venerdì 18 gennaio 2013

Gli "Amici" della Breakdance: Lettera aperta a b-girl/b-boy italian*


[AGGIORNAMENTO del 27/02/2014: Negli ultimi mesi Amici ha intrapreso una rocambolesca relazione amorosa con l'Hip Hop underground italiano, coinvolgendo personaggi noti nell'ambiente come il rapper/produttore Mastafive, ed esponenti del breaking come Anthony, Japo e per ultima la crew Knéf di Napoli. Non solo: Amici ha intrapreso un'operazione di "approfondimento" (e quindi di narrazione) della cultura Hip Hop, tentando di canalizzare il malumore e il dissenso che circola nella rete e nei circuiti sotterranei

Questa sQuola della precarietà televisiva, ha organizzato e mandato in onda una sorta di lezione/confronto sulla cultura Hip Hop. Il risultato è stato culturalmente disastroso: contraddizioni, esitazioni, panzane. Dando in apparenza "libertà di parola" ai ragazzi (l'incontro è stato proposto da uno dei  breaker durante un "fuorionda"), lo staff di Amici ne ha sapientemente messo in evidenza i deficit culturali e promosso i valori più monetizzabili. Mentre il video incriminato circola in rete, molti commenti si abbattono sulla presunta "ignoranza" dei partecipanti alla tele-lezione. Invece che indirizzare le colpe, non potremmo concentrarci sulla provenienza dei colpi? 

E' sufficiente analizzare la disposizione dei "personaggi" per determinarne le relazioni sbilanciate di potere. I ragazzi e le ragazze siedono raggruppati in un divano, indossando ridicole tutine gialle, mentre il supposto-essere "tutor culturale", è un adulto in abiti sobriamente casual, che siede alle spalle di una schiera di libri. Oltre al vantaggio "scenografico", ne ha un'altro ben più palese: controlla un televisore grazie al quale mostra in risposta o in anticipo rispetto alle parole dei ragazzi/e, dei videoclip che parlano al posto suo, parlano da soli. La video-scaletta è già programmata: il programma sa dove andrà a parare, mentre i ragazzi/e no. A loro è data una ridicola lavagnetta, dove il breaker proponente l'incontro, ha scritto la parola "rivoluzione" a cui non sa dare un significato univoco. Di contro, il conduttore dice di essere "un frequentatore dell'Hip Hop", distanziandosi ulteriormente dalla cricca del divano, e promuovendo un punto di vista meno emotivo, più sobrio (come il suo abbigliamento). La sua tesi è la seguente: l'underground è "militante" e "minoranza" (termini usati in senso negativo!), oltre che "integralista", perchè non accetta di invischiarsi col "commerciale" (termine "fuzzy" usato per accomunare Sangue Misto, gruppo anni '90 proveniente dalla realtà militante di Bologna, con Moreno, un rapper proveniente dalla realtà miLLantante di canale 5)

Così, quando Japo dice la cosa più sacrosanta del mondo ("Vengo dalla strada"), essa suona automaticamente retorica, giovanilista, ridicola. Questo perchè un format influisce non solo sulla potenza delle argomentazioni ma anche sulle modalità interpretative dello spettatore (aka sulla sua ermeneutica). Nel caso di Amici, la strategia è ferrea: chi pratica una disciplina dovrebbe saper "comunicare" ad un pubblico di massa e non di nicchia. Se non riesce a farlo, c'è bisogno di qualcuno (sempre Amici) che gli elargisca, a seguito di numerose e spettacolari sfide e tele-voti, gli strumenti per farlo. E' un misto di retorica neo-colonialista e filosofia Crociana: se non sai esprimerti (nei termini che Io, soggetto maggioritario, impongo) tu non sai veramente chi sei e cosa fai. Più tenti di esprimerti (con i linguaggi a te più vicini e congeniali), più dimostri la tua inadeguatezza (nel contesto che Io ho creato, da me e per me). Così Io (Amici), non solo ho la possibilità, ma ho il dovere di istruirti (cioè di instaurare una relazione sbilanciata di dominio e quindi aumentare, anzichè diminuire, la distanza "culturale" che ci separa). Amici è anche questo, con una marcia in più: attraverso il tele-voto (e l'hashtag #Amici13) offre l'illusione, ai singoli "ignoranti", di ricoprire una posizione di potere. Ma è sempre Amici che elargisce gli strumenti per interpretare la realtà televisiva, ergo: è come offrire un piatto di spaghetti ad un affamato e dire: "puoi mangiarne quanto vuoi, a patto che usi la...cannuccia!" (o come direbbe Dj Gruff: "E' come se uno dopo aver cagato, si pulisce con la mano, e con quella cazzo di mano volesse stringere la mia, giustificandosi del fatto che di questi tempi non si trova carta igienica").

Ora: cosa succede se utilizziamo gli stessi strumenti della nostra dominazione per promuovere strategie di libertà? E se usassimo l'hashtag #Amici13 per diffondere e mostrare il "lato oscuro", subdolo e cafone di questa trasmissione? ;-) ]


***
 
Apro il 2013 con questa lettera rivolta a chi vive e segue le vicende della comunità di Breaking italiana. Non mi rivolgo strettamente a b-girl/b-boy, ma anche al così detto "pubblico" dei contest, o ai fan della disciplina e soprattutto a chi si è affacciato da poco alla "scena" e percepisce le prime contraddizioni tra il fuori e il dentro.

"Lo sai che io non sono amico di maria
e tengo fuori a forza venditori porta a porta
dalla vita mia"
Danno, Accannace

Amici,
da quand'è che siamo diventati amici io e te? Da quando abbiamo incrociato lo sguardo per la prima volta all'allenamento? Dai tempi del corso di breakdance o addirittura dai tempi della strada? O quella volta che ci siamo sfidati, puntando tutto sugli ultimi 5 euro nel portafogli? Siamo amici perchè sono settimane, mesi, anni che ci incrociamo agli eventi ignorando la vita dell'altro? Allora siamo una comunità di ignoranti, strictu sensu. Oppure no, siamo amici proprio perchè nella sfida ci prendiamo per quello che siamo realmente, ci confrontiamo su un piano talmente intimo che a scuola, a lavoro, a casa, nessuno conosce quell'aspetto di noi. E siamo ancora amici quando ci insultiamo su internet per un video commentato a la cazzo, per "la kultura Hiphop", o perchè "L'Italia fa schifo"? Forse la nostra amicizia si regge solo attraverso un mezzo (il breaking, internet, il contest), ma tolto il mezzo che rimane? Cosa fa quella b-girl quando torna a casa? A cosa pensa prima di addormentarsi? Studia ancora o è in cerca di un lavoro? Che ne pensa dello Stato, della famiglia, dell'odio, di me, della vita? Gli amici di solito si confrontano su queste cose.

venerdì 14 dicembre 2012

Un Grillo per la testa, Due per il portafogli: l'evoluzione del web marketing su beppegrillo.it

L'escalation della macchina politica di beppegrillo.it è ormai nota anche al grande pubblico. Inizia nel 2005 con i primi MeetUp (oggi circa 600 sparsi in tutta Italia), prosegue con i due Vaffanculo Day del 2007 e 2008, e culmina con la fondazione del Movimento Cinque Stelle (M5S, 2009) che ottiene i primi risultati nelle regionali del 2010 e dopo le amministrative siciliane del 2012, secondo i sondaggi si piazza come la seconda forza politica del paese.

In rete e in particolare su Giap, l'analisi della narrazione grilliana ruota attorno alle criticità del moVimento: da un lato una forma ibrida e post-materialista di organizzazione politica, dall'altro una macchina da guerra verticalista e leaderista. In rete si è sviluppato un topic che ha ben presto sfondato la breccia dell'opinione pubblica: i rapporti fra Grillo e la Casaleggio Associati, l'azienda di “strategia di rete” che oltre a gestire la piattaforma beppegrillo.it, è portavoce di una vera e propria ideologia della rete, riassumibile in questo suo video.

lunedì 16 luglio 2012

Il Web Gnostico: teoria del complotto e idelogia della rete (parte 1/3)


“Ma allora m’han sempre preso per il culo!” – grida incazzato il rag. Fantozzi. “Ma chi?” risponde Pina. “Ma loro! I padronati, le multinazionali! Per vent’anni m’hanno fatto credere che mi facevano lavorare solo perché loro sono buoni!”.


NB: lo stile del testo seguente, è stato esplicitamente elaborato per una lettura sul web, tuttavia consiglio agli utenti di limitare il più possibile salti di scheda, lettura di notifiche e discussioni in chat ;-)
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