venerdì 26 marzo 2010

Zizek a Roma!

Ho appena saputo che l'autore protagonista della mia prossima tesi di laurea sarà domani all'Auditorium Parco della Musica per tenere una conferenza.Slavoj Žižek in Italia è come Alice nel Paese delle Meraviglie! Consigliato assolutamente a tutti gli amanti del cinema!!!
Ecco riportata l'introduzione alla conferenza sul sito dell'auditorium.


Slavoj Žižek: "Come leggo Marx, come leggo Lacan"
introduce
Antonio Gnoli




Bulimico, citazionista, provocatorio. Uno spettro, molto alto, s’aggira per l’Europa (e l’America) è il filosofo e psicanalista sloveno Slavoj Žižek. Il performer del pensiero forte che cortocircuita pensatori, vissuti quando non c’era neppure la fotografia, con l’immaginario del cinema hollywoodiano. L’esegeta massimo delle scelte del Neo di Matrix, il pensatore che vede il nostro tempo presente racchiuso tra KungFuPanda e Il cavaliere oscuro (Batman, ovviamente), che ha appena letto Avatar come “perfetto esempio di marxismo Hollywoodiano” e giudicato il marine protagonista del film con le categorie che Lacan applicava al marchese de Sade, ci spiegherà che “anche se è più reale della fantasia, la realtà ha bisogno della fantasia”. Come leggendo Marx e Lacan dentro il cinema americano, dentro il fallimento della politica e dell’economia, conosciamo meglio i limiti del reale. Tutto questo e forse (molto) altro ancora. (vai alla pagina)


---
Slavoj Žižek: "Come leggo Marx, come leggo Lacan"
Sabato 27/03/2010
Teatro Studio, ore 21
Un evento di
Libri come. Festa del Libro e della Lettura

Biglietti:
Posto unico: 2.00 euro
Biglietteria 892982

mercoledì 24 marzo 2010

The Pacific - First Look

Se ancora non lo sapete ho iniziato a collaborare come redattore per un grande network italiano che si chiama Everyeye. Mi occuperò di recensire e criticare serie televisive italiane e straniere assieme ad un brillante team di giovani giornalisti. Non potendo copiare i miei testi sul blog per motivi di copyright mi limiterò a linkarli in modo che possiate accedere anche da qui ai contenuti e magari dare un'occhiata in giro per il sito.


lunedì 22 marzo 2010

Digital Life

In un sabato sera che paventa primavera, mi sono recato con un eterogenea combriccola di amici presso l'ex mattatoio dove è allestita la mostra Digital Life promossa dalla fondazione Romaeuropa.

Enpower your senses - recita lo slogan di sottotitolo di questa esposizione d'arte conteporanea dedicata interamente al digitale. Ambienti stereoscopici fra i resti (un pò inquietanti) delle attrezzature dell'ex mattatoio su cui sorge il centro espositivo La Pelanda. Dall'Italia, all'Europa, all'estremo Oriente, Digital Life, convoglia diverse location artistiche che hanno in comune il mezzo audiovisivo digitale quale strumento privilegiato per la riflessione sul contemporaneo.

Non basta però qualche citazione a Deleuze (X-Scape 08 di Martux_M) o all'11 Settembre (Exploding Camera_2007 di Julien Marie) per connotare un'orizzonte di autorialità, e quindi di valore, a delle opere che rimangono piuttosto superflue. In un contesto in cui l'innovazione tecnologica permette con facilità e pochi "spiccioli" di realizzare progetti d'interattività autore-spettatore, Digital Life ci sembra stare un passo indietro. E' la differenza fra plurimedialità e multimedialità, termine quest'ultimo, ab-usato per indicare in generale tutti quei medium che racchiudono diversi codici (visuale, scritto, plastico). La sostanziale differenza però sta nel fatto che per "multimediale" si intende un sistema interattivo, in grado di reagire ad una risposta, un feedback del fruitore (caratteristica in mancanza della quale ci troviamo di fronte ad un mezzo solamente "plurimediale").

Nonstante alcune opere che puntano sulla pura fascinazione estetica sfruttando l'esotismo del digitale, c'è da segnalare l'interessante lavoro di Christian Partos (Svezia) che con M.O.M. (Multi Oriented Mirror) riproduce il ritratto di sua madre attraverso un mosaico di tasselli-specchio, appositamente inclinati per creare l'effetto di chiaro-scuro in funzione del riflesso luminoso. Ne scaturisce una sorprendente pixelizzazione dell'immagine attraverso un processo analogico e non digitale. Come per dire: digitale o non, è sempre l'occhio "la reginetta del ballo". Di suggestiva rilevanza anche Ondulation_2000 (Canada/Germania/Finlandia) che ribalta l'usuale rapporto di dipendenza del suono dall'immagine attraverso un ipnotico gioco d'acqua e Life di Ryuchi Sakamoto e Shiro Takatani: esistenziale, multipervasivo, platonico.

Prima di uscire sfogliamo diveriti l'albo delle firme:"Legalize it", "Bisogna fasse na canna per capire questa mostra" e molti altri di medesimo orientamento. Io mi limito a frimare un "Nexus" a cui tu aggiungi "Laura". Il sabato sera continua...

---

Digital Life - Enpower your senses.
3 Marzo - 2 Maggio 2010
La Pelanda (Ex-Mattatoio di Testaccio)
Piazza O. Giustiniani, 4 - Roma
Ingresso: 6 euro (ridotto 4 €)
Da martedì a venerdì h16/24 - Sabato e domenica h12/24
Infoline: 060608

lunedì 8 marzo 2010

The Hurt Locker

Appena finito di vedere The Hurt Locker si rimane con la gola secca. Vorremmo dire qualcosa, aggiungere un tassello al mosaico dell'esperienza, ma non possiamo: in guerra non ci siamo mai andati, e forse mai ci andremo. Ogni parola sembra arida, ogni lieto fine superficiale. War is a drug - leggiamo all'inizio del film - perchè è nello sguardo paranoico dei drogati che stiamo per essere catapultati.

A Baghdad mancano 38 giorni al cambio del trio che compone il team di artificieri "bravo" dell'esercito USA : lo specialista Owen James, ormai sotto controllo psichiatrico; il sergente Sanborn, indeciso sul da farsi una volta aldilà del "tunnel"; e il neo-comandate di squadra, William James, che dopo 873 bombe disarmate, sembra convivere felicemente con la sua disinnesco-dipendenza. Il count-down pe tornare a casa è iniziato: di giorno il peso soffocante della tuta anti-esplosione, di notte quello ancora più opprimente della coscienza.
Kathryn Bigelow (nel giorno della donna, prima donna a vincere un Oscar alla regia con quest'opera) ci mostra una guerra "sotto botta". Grazie a una fotografia acqua e sapone e una fedele camera a mano, condividiamo l'occhio paranoico di chi si sente osservato. L'occhio vouyeristico dei soldati di Full Metal Jacket, viene qui dato in pasto allo sguardo carnivoro degli altri. "Ha una telecamera, è pronto a mettere il video su Youtube" - è questa il terrore più grande di Owen durante un'operazione di disinnesco. La paura che nel mondo reale, possa arrivare la propria immagine vista dal "di fuori". Quello che fanno gli artificieri è scovare il filo, appena sotto terra, che conduce alla bomba, pronta ad esplodere.
Ma invece di trovare risposte al termine del filo, essi le disinnescano, innescando invece una nuova missione, una nuova dose di limbo esistenziale. Si perchè è solo nei momenti in cui la bomba esplode, che l'effetto della droga scompare per qualche istante e le risposte vanno a segno.

lunedì 1 marzo 2010

Viola addobbo funebre?

E' un caldo pomeriggio invernale e i tuoi occhi assumono una sfumatura vermiglia che mi rende speranzoso. L'aria è leggera, le narici si dilatano. Una sorta di "panismo urbano" prende il sopravvento e sono felice e sono fiero. Oggi si manifesta per dire: basta!


Roma - 27 febbraio 2010. Piazza del popolo viola. Ragazzi, ragazzoni e anziani invadono il centro romano in cerca di risposte. Anzi, cercando di rispondersi. Si perchè il governo, lo stato, il sistema, colloquia solo sui canali unidirezionali della tv, e del feedback della rete non tiene conto (o meglio, ne tiene conto distogliendo lo sguardo mentre tenta di imbavagliarlo). Una manifestazione organizzata e promossa su Facebook, ha raccolto oggi decine di migliaia di adesioni ed il giorno seguente avrà una misera manciata di titoli nei quotidiani. Gli interventi sul palco si susseguono agili e puntuali, senza mai scadere nella retorica, senza piagnistei nostalgici. Flores D'arcais, Gioacchino Genchi, Oliviero Bea fra i migliori.


Poi trasalisco quando vedo sul palco il maestro Mario Monicelli che a 92 anni suonati invita a "spazzare via la classe dirigente" e prendere il loro posto: giovani e vecchi. Penso al Sordi di Un eroe dei nostri tempi (1955) e al Gassman de I Soliti Ignoti (1958), che nel '59 si incontrano in quella vibrante pellicola che segna il giro di boa della commedia all'italiana: La Grande Guerra. Mi piace pensare che i due personaggi/attori dei film precedenti, continuino la loro storia in questa opera: entrambi "condannati" a lavorare al termine delle rispettive avventure cinematografiche (Sordi in polizia, Gassman in un cantiere), si ritrovano a servire la patria durante la guerra del 15-18. L'arte di arrangiarsi, così utile per sviare le leggi della società civile, si rivela insufficiente per evitare la morte, che diventa poi martirio, sacrificio patriottico. Dopo tragicomiche avventure (memorabile questa scena di Sordi che usa la padella come bersaglio er ricavare i buchi necessari alla cottura delle castagne!) i due personaggi muoiono fucilati, lasciandoci con l'amaro in bocca.



Cinquant'anni dopo l'amaro è diventato agrodolce. Ci piace. Ci piace gustare e ridere a denti stretti del nostro lugubre presente. La lezione monicelliana non ha attecchito e percepisco ancora la convinzione che basti ridersi addosso per debellare le contraddizioni dello status quo. Ebbene non basta l'irriverenza della satira, se non è accompagnata all'efficacia delle azioni, al passage a l'acte dei nostri avatar. In fondo piazza del popolo viola ricordava vagamente il pianeta pandora del film di Cameron. E' stata l'occasione per intessere quei collegamenti interpesonali, che affiancati a quelli virtuali (altrettanto importanti!), permetteranno di creare quello spostamento dell'asse politico (dai partiti al popolo) che oggi è ben lontano dall'essere attuato.


La giornata si spegne in un blu elettrico. Occhi scintillanti, cupi ma profondi.
Domani, domani è Domenica.
Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...