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mercoledì 24 aprile 2013

Khomsiri, Kyu-dong, Guan Hu: 3 frame sul mio Far East Film Festival

Ci voleva una mezza settimana di festival per riportare il cinema su queste pagine. Ci volevano pasti frugali e coinquilini cinefili. Ci volevano 5 film al giorno: 2 ore di buio, luce, di nuovo oscurità. Ci voleva. Taiwan, Tailandia, Cina, Filippine, Giappone e l'onnipervasiva Corea del Sud: ho deciso di fissare la mia prima esperienza udinese attraverso 3 frame.

I. Il cibo: presenza pantagruelica che si degusta tra un film e l'altro. Nella commedia giovanilista Instanbul Here I Come di Bernard Chauly, nel punk all'acqua di rose di G'Mor Evian! di Yamamoto Toru e soprattutto in The Winter Of The Years Was Warm del coreano David Cho, dove il rapporto amoroso viene "consumato" in tavola e non a letto. La coppia protagonista del film di Cho, decide di scambiarsi l'appartamento. Lui si innamora, mangia un pesce palla e finisce in day hospital. Aspetterò due giorni per assistere al primo bacio del festival. Udine by night: al ristorante Asian Wok si mangia giapponese, cinese e tailandese. Si mescolano tradizioni, si condividono idee. Nel lontano est, il rituale del cibo è cinematograficamente potente perchè è una pratica di condivisione, "pittorica": condivido il mio piatto con il tuo, intingo la bacchetta, la mescolo con altri colori. Quando la condivisione diventa forzata a causa di una moglie nevrotica con l'hobby della cucina (All About My Wife di Min Kyu-dong), l'effetto è perturbante e pericolosamente divertente.
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