domenica 11 ottobre 2009

FooDwork 3


In attesa della nuova puntata di FooDwork ecco il testo di riferimento con gli argomenti che tratteremo.


Shu-ha-ri.
E' la formula con cui gli attori del teatro Kabuki giapponese apprendono e sviluppano i kata. Ogni kata è una sequenza di movimenti fissi provenienti dalla tradizione: un modello base, una forma.
Shu è la fase di apprendimento dettagliato del kata.
Ha è la fase di incorporamento del kata, per cui lo si può eseguire con spontaneità e naturalezza.
Ri è l'ultima fase, in cui ci si distacca dalla rigidità del kata, modellandolo.

Shu-ha-ri.
Inspiro-trattengo il fiato-espiro.

La rigida tradizione dei teatri asiatici può offrirci lo spunto per parlare del nostro approccio alla tecnica del b-boying, discpilina con nemmeno 40 anni di storia ma ormai globalizzata. Essendo un'arte ancora acerba e in via di definizione, il dibattito è fra coloro che vorrebbere lasciare libero spazio all'espressione personale e altri che ribadiscono l'importanza del legame con i prinicpi originali (foundation), di cui la tecnica dei movimenti del corpo è parte integrante. Di primo impatto verrebe da dire:"E' ovvio, lasciamo che ognuno si esprima come vuole (tesi progressista)! Perchè dovremmo imporre degli ostacoli tecnici alla nostra espressione personale (tesi reazionaria)?".
Possiamo incontrare una corrispondenza analoga con un diffuso atteggiamento nei confronti della vita nella cultura occidentale:"E' ovvio, lasciamo che ognuno si diverta come vuole! Perchè dovrei imporre dei divieti generali al godimento personale?". Finchè non calpestiamo "l'erba del vicino" (o ce la fumiamo!), tutto è lecito se così ci piace. Cresciamo con l'idea di andare via di casa per "fare quello che ci pare". Ed è giusto. Ma dal poter godere si è passati al dover godere. Nella società del divertimento obbligato (es. il rito del "sabato sera"), lungi da essere i protagonisti, ci ritroviamo ad essere un puntino insignificante della Massa. Così, siamo liberamente-obbligati a festeggiare il nostro "non-compleanno" come in Alice nel Paese dell Meraviglie.

Nei primi del novecento, con l'avvento del cinema e dei mezzi di comunicazione di massa, il teatro occidentale subì un notevole calo di pubblico che generò una profonda crisi espressiva. L'illusione della "quarta parete" non reggeva il confronto con quella dello schermo cinematografico. Sebbene potessero fare libero uso dell'impianto scenografico, della sceneggiatura, dell'interpretazione dei personaggi e dei costumi, la creatività degli autori occidentali era in stallo. Cosa fecero? Voltarono lo sguardo al rigido e codificato Teatro Asiatico, così legato alla propria cultura da non permettere agli artisti di esibirsi al di fuori del proprio paese. Tali artisti seguivano uno scrupoloso e lungo metodo di apprendistato che serviva ad assimilare una rigida grammatica dei movimenti associati a determinati stati d'animo. Gli autori Occidentali rimasero estasiati e profondamente colpiti nell'assistere a questi spettacoli nei quali, l'utilizzo di gesti e posture evidentemente anti-realistiche, riuscivano a trasmettere uno stato d'animo realistico, o meglio efficace, ai fini della rappresentazione. Rielaborando la lezione Asiatica, L'Occidente incorporò esercizi di training attoriale volti a preparare il corpo-mente dell'attore aldilà del ruolo e del genere di spettacolo assegnatogli.

Nel B-boying a mio avviso dovrebbe avvenire lo stesso. Le nostre foundation (i quali codici tecnici derivano da particolari condizioni culturali, storiche e ambientali) sono la materia dell'apprendistato, del training pre-espressivo, che permette al b-boy/b-girl di poter modellare liberamente il proprio ruolo artistico. E' interessante che ogni danza, in particolare, possieda degli equilibri, delle regole posturali di partenza, che determinano l'approccio del corpo alla materia artistica (nella danza classica il cosidetto "equilibrio di lusso"). Nel B-boying l'equilibrio viene portato all'estremo divenendo un dis-equibilibrio. Continuamente sospesi tra freeze e rotazioni attorno ad un punto del corpo, il b-boy/b-girl dovrebbe studiare e interiorizzare le tecniche base che hanno permesso lo sviluppo di questi movimenti caratteristici. Non i passi base in se (footwork, go-down, toprock ecc.), bensì i principi base attorno a cui ruotano tutti i movimenti e le succesive evoluzioni (rotazione attorno a un centro, cork and screw, baricentro in avanti ecc.).

---

Nell'ultimo film della saga di Batman, The Dark Knight, Harvey Dent alias Due Facce, incolpa Joker di aver orschestrato il piano che ha causato la morte della sua donna e lo ha sfigurato per il resto dei suoi giorni. La risposta di Joker fa al caso nostro:

"Ti sembro davvero il tipo da fare "piani"?...Lo sai cosa sono? Sono un cane che insegue le macchine. Non saprei che fare se le prendessi! Ecco io...agisco e basta."


Ecco un'efficace metafora per descrivere il rapporto fra la tecnica e un b-boy/b-girl. Essa non è il fine ("non sapremmo che farci" se ballassimo solo con i passi di foundation) ma la condizione senza la quale non saremmo spinti a superarla. Un superamento che non avviene a livello razionale ("ti sembro il tipo da fare piani?") ma a livello istintivo. Un'agire fuori dagli schemi che è possibile solo dopo averli interiorizzati a tal punto da renderli qualcosa di naturale (la fase "Ha" nell'apprendimento dei kata).* La teoria finto-progressista della libera espressione personale, vorrebbe abbattere il muro della tecnica per arrivare a "prendere la macchina" pensando di saperci fare qualcosa. Ma lo stesso Joker continua dicendo:"Sono un agente del caos. E lo sai qual'è il bello del caos? E' equo". Questa è un'utopia. Sappiamo tutti che l'arte, come la vita, non è equa. Come disse Ejzenstejn:"L'arte è conflitto" e l'unico stato di assenza di conflitto è la morte. La verità è che Joker (l'estro artistico) e la Legge che vorrebbe destabilizzare (foundation), dipendono l'uno dall'altro.

Per questo credo che ci saranno sempre gli anarchici e i fondamentalisti, i rivoluzionari e i dottori della legge, i calciatori e gli intellettuali ma che l'evoluzione della disciplina avverrà per mezzo degli anti-eroi che emergeranno dallo strappo fra questi due poli opposti: i cavalieri oscuri.



*: credo che siano da apprezzare sia coloro che stravolgono la tecnica rendendola invisibile agli occhi di un'osservatore inesperto, sia chi riesce a far trasparire la sua personalità artistica pur mantenendo visibilissima la tecnica base (come nel modello del teatro asiatico). Da un lato Crumbs (USA) dall'altro Ducky (Corea).

martedì 6 ottobre 2009

Bastardi senza Gloria


Per Hitchcock il momento di shock non era smascherare il colpevole, bensì scoprire che la persona a lui più vicina, era sempre stata al corrente di tutto. Cosa succede quando sotto alla maschera trovo un’altra maschera? Benvenuti in Bastardi Senza Gloria. La Storia “secondo Tarantino” non poteva che essere una pulp fiction, in cui l’elemento più realistico di tutti è proprio il Cinema. Sarà una modesta sala di proiezione d’oltralpe lo scenario per il più grande attentato al Fuhrer. I personaggi saranno come la pellicola del film: a(na)logici e altamente infiammabili. Disumani, per la loro perversa osservanza delle umane apparenze. Queste “Iene Bastarde” avranno un nuovo colpo da mettere a segno, stavolta nei confronti della Storia del Cinema. Non rimarrà che auto-citarsi con le colonne sonore western di Kill Bill perché in fondo il miglior travestimento è indossare la maschera di se stessi. A farci fare i conti col nocciolo pop del film sarà il mefistofelico Colonnello Landa: “Ogni malattia che un ratto può rilasciare, uno scoiattolo la può ugualmente trasportare. Tuttavia presumo che non dimostri la stessa animosità con gli scoiattoli, che con i ratti, non è vero?”. E’ l’immaginario che può rendere l’identità dell’Altro tanto ripugnante da giustificarne l’eccidio. Ma attenzione - ammonisce Tarantino – a giocare con l’immaginazione ci si può scottare davvero.

giovedì 24 settembre 2009

Whatever works

L'Amore come la Morale, è questione di fortuna. E quando abbiamo questo lusso, beh: "Whatever works! - Basta che funzioni".

Rieccoci a New York. Una secolarizzata, ipocondriaca, frettolosa New York. Di fronte alla mancanza di senso, all'abisso del nulla, le persone preferiscono buttarsi dalla finestra: Boris Yellnikoff è uno di loro. Un suicida sopravvissuto. Un genio disumanizzato. Poi incontra Melodie, una "stupida vermetta submentale" del Mississipi in cerca di alloggio. Ed è un walzer zoppicante fra battute laiciste, sguardi in macchina e paradossi sessuali. "Buon compleanno a te, buon compleanno a te" - ecco cosa canta il cinico Boris ogni volta che si lava le mani -"Serve per scacciare la sporcizia". Oltre la fatalità della morte, c'è forse qualcosa? Non lo sappiamo e anche se fosse: basta che funzioni!

ORA NELLE SALE!

venerdì 4 settembre 2009

Nexus vs Cico

Una morsa infuocata mi stritola le budella. Un solco di lava fa implodere gli addominali imbottigliandosi nel plesso solare. "Vai fino in fondo" - mi dico. Degludisco e cerco di inspirare. L'esofago è il filtro polveroso di un'aspirapolvere, ma i polmoni ci sono. "Ci sono ancora" - mi dico - "Fanculo tutto. Fanculo la gente, fanculo il nome, fanculo la salute. Questo è un regalo che mi faccio dal profondo del mio cuore mucoso".



"Questa musica non fa per me" (Cico, 4:26)



Si, tornato dagli Stati Uniti mi sento rinato. No, probabilmente la mia vita non si è allungata, anzi. Si, vale la pena vivere. No, non vale la pena illudersi di essere immortali.
Si, i giovani sono il sale del mondo. No, gli anziani non arriveranno mai alla conoscenza assoluta.

Si, tornato dagli Stati Uniti scelgo di darci un taglio. Vedendo dei ragazzini sfidare e ridicolizzare b-boy molto più grandi di loro, dico che è ora di darci un taglio. Darci un taglio con i falsi Cristi e Anticristi. Con quelli che pensano talmente tanto a distinguersi che finiscono per congelarsi in uno stato di distinzione perfeptua. Rivoluzionari reazionari. Bboy boring.

Si ho scelto di darci un taglio con gli ignoranti, i molluschi, quelli che a 30 anni entrano nel cerchio in verticale sul caschetto e poi fanno il tifo come una cheerleader col piercing sul grilletto; quelli che si riempono talmente tanto la bocca di bestemmie che non riescono più a muoversi e inesorabilmente ingrassano con i capelli unti di buffoneria; quelli che pensano che il cerchio sia una sfilata, un allenamento, una sessione di lancio del peso dove il grassone russo col pizzetto biondo segue urlando il tragitto della palla; quelli che allargano il cerchio per fare i moves e con le gambe tese, si tirano su i pantaloni con la scioltezza di Pinocchio con la sifilide; quelli che si credono underground perchè fanno gli streetshow e ripetendo giorno per giorno, minuto per minuto, la stessa frottola fisica camuffata da entrata, involvono allo zecchino d'oro del B-boying; quelli che fra teatri, videoclip, palestre ci sguazzano come porci nel bitume, ma che nei cerchi sono larve di sperma infertile;
quelli che dicono di fare quello che gli piace ma non hanno il coraggio di dissociarsi da un movimento che si è evoluto passando per gente legata da un fine spirituale comune. Andatevene affanculo nei vostri harem di bboy puttane. Lupi mascherati da Agnelli. Promuovete lo "stile libero" perchè diventi il VOSTRO stile. Aizza zombie;
quelli che dicono "più jam e meno contest" e poi si vivono la jam come un contest e il contest come una jam; quelli che "pensano di sapere" ma che di fatto non possono FARE perchè obbiettivamente NON SANNO; quelli che insegnano a mandrie di ragazzini nelle palestre, che si gonfiano come canotti di merda e che nella scena sono preservativi-bucati-mai-usati; quelli che si vantano si non far parte dell'underground, di elevarsi ad orizzonti artistici superiori. Fase edipica: non superata. L'evoluzione avviene tramite un processo, riti di passaggio. Per chi non passa attraverso la porta dello sbattimento, del diveritmento gratiuito, del confronto senza intermediari, dello studio delle basi, del dialogo con gli antenati, come può mettersi in cima alla piramide evolutiva?; quelli che come il soldato Palla di Lardo in Full Metal Jacket, si cagano-il cervello-sotto perchè la vita e troppo dura e signoreggiano fra insulti virtuali; quelli che si credono in diritto di sentenziare solo perchè hanno 30-40 anni, ma che hanno fatto solo "prima" e non "meglio" di me; quelli che ancora si parano il culo dicendo che "facciamo solo footwork e baby freeze" mentre oltre a NON fare solo quello, facciamo, studiamo, conosciamo, ci divertiamo, rimorchiamo più di lui e tutte le lumache senza guscio che tormentano i pavimenti di mezza Italia.

Si, ho scelto di mandarvi affanculo tutti. No, non mi pento.

giovedì 23 luglio 2009

La guida perversa al Cinema

"Cinema is the ultimate pervert art. It doesn't give you what you desire - it tells you how to desire"

Slavoj Zizek


Suggerisco questo documentario (quasi interamente disponibile su youtube!) a chi voglia approfondire il rapporto fra cinema, psicanalisi e filosofia. In generale un'ottima piattaforma di lancio all'interpretazione ragionata dei film. Il video è molto scorrevole e ricco di clip cinematografiche che vanno da Il Grande Dittatore a Matrix, passando per Alfred Hitchcock e David Lynch. Zizek, e la sua pronuncia inglese "all'italiana", si materializza all'interno delle scene parlando del rapporto realtà-fantasia, soggettività-alterità e diagnosticando la natura perversa del cinema, di cui anche noi in qualità di spettatori, facciamo parte.





Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...